Editoriale di Basketnet.it: il volo più alto dell’Aquila, la serie A

Trento

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Allora esistono i sani principi secondo cui un ottimo progetto vede materializzare nel tempo un grande prodotto. Il veleggiare dell’Aquila trentina verso la serie A ha radici solide e matrici comuni, la sublimazione del concetto di allineamento programmatico.

La lunga strada verso il Paradiso (partita dalla serie D!) necessariamente passa per cadute, per affinamento e piccoli passi incrementali, senza rischiare di cadere da troppo in alto. La forza della continuità in persone in cui credere: coach Leo Buscaglia e Salvatore Trainotti vengono a braccetto dalla C1. Il primo, nello scetticismo generale che lo accompagnerà per buona parte del percorso (odiosi pregiudizi sugli allenatori non “sponsorizzati”); il secondo, macchina da guerra che non ha sbagliato un colpo: stranieri azzeccati e soprattutto inseribili nel progetto (Umeh e Triche su tutti), scommesse italiane per scontentare gli esteti della materia ed esaltare quelli della sostanza (Pascolo illegale in questa stagione), altre su cui puntare per la continuità come Marco Spanghero e Filippo Baldi Rossi. Altra sana anomalia del panorama cestistico nazionale: insignire dei gradi di capitano l’uomo giusto, Pablo Forray, senza MAI metterlo in discussione, lasciandolo naturalmente governare la propria creatura.

Poi logicamente non c’è risultato se questo non è animato dal sacro fuoco della passione: aspetto incarnato dal Presidentissimo Luigi Longhi, prima giornalista (il sosia, con il pizzo al posto dei baffetti, del datore di lavoro di Spiderman) e poi fanatico dell’Aquila Basket. Ho avuto il piacere di conoscerlo (per fortuna non durante i 40, ansiogeni minuti di partita) e capire quanto la sua testa lavorasse in proiezione, nei diversi aspetti della gestione societaria, trasferendo energia positiva a tutto l’entourage.

Oh, non si pensi che la favola trentina sia quella delle valli coltivate a mele e uva, o l’evoluzione da città industriale a terziaria benestante; nel 2013 i carpiati fatti dalla vecchia proprietà per passare dalla serie D alla Legadue, hanno legittimato un nuovo corso per il reperimento delle finanze necessarie. Ecco che il lavoro sodo ha portato l’Aquila Trento a riunire sotto la stessa passione oltre 30 consorziati, nella più logica forma societaria sportiva nei tempi di crisi. A questi vanno uniti i 300 soci (tifosi) che, un domani, potranno rilevare quote importanti della società.

Passione, ambizione, progettualità, allineamento e rispetto dei ruoli sono gli ingredienti di un risultato straordinario, della lesa maestà all’egemonia della pallavolo sul territorio. Ora però il salto in alto più ardito, la massima serie rappresenta un investimento importante e con variabili notevoli; Trento parte da un impianto di squadra e societario consolidato, la scelta di un paio di stranieri validi la chiave di una stagione per salvarsi tranquillamente.

Azzardo, senza paura di smentite, che l’Aquila Basket Trento è una delle prime cinque società d’Italia come organizzazione, seria A compresa. E ogni tanto, ad una semina intelligente, fa seguito una raccolta di inestimabile ricchezza..

Raffaele Baldini

Pubblicato il giugno 8, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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