Da Basketnet.it: Paperon de Paperoni non vive in Italia, e preferisce il calcio

http://basketnet.it/it/paperon-de-paperoni-non-vive-in-italia-e-preferisce-il-calcio-di-raffaele-baldini/261741

 

ZioPaperoneL’idea ce l’avevamo fatta già da mò, quella sinistra sensazione che il nostro paese non riuscisse più a competere economicamente con il resto d’Europa, nello sport non ne parliamo. Una recente indagine di Eurohoops.net, molto interessante e circostanziata, creava un impietoso parallelismo sugli introiti alle società derivanti da partecipazioni alle massime competizioni europee, Champions League (calcio) e Euroleague (pallacanestro). Una disparità eclatante, a tal punto che l’Euroleague copre le pochezze con una foglia di fico, secretando i numeri, a differenza del calcio.

Non mi soffermo sulle entrate da singola vittoria perchè potremmo rasentare l’imbarazzo più puro, diciamo che il bonus (solo bonus!) per titolo conquistato, recita: 250.000,00 euro per i campioni della palla a spicchi e 10,5 milioni per i dorati calciatori; nel basket la finalista (Final4) prende 125.000,00 euro, il terzo 75.000,00 e il quarto 50.000,00. Se un team fa il jackpot, quindi somma tutti i possibili premi, si intasca dall’Euroleague una somma massima di 439.000,00 euro, contro i 35 milioni della Champions. Quattrocentotrentanovemila… se paragonato a budget stagionali di 33 milioni (CSKA), o 27 milioni del Barcelona….come può essere giustificato?

Non c’è bonus per l’ingresso alle TOP16 (per entrare nella seconda fase il calcio elargisce 3,5 milioni di euro). Non parliamo poi dei diritti televisivi (l’Euroleague mantiene il 20% dei ricavi) e pubblicitari in genere, una scure sulle velleità delle società baskettare. Insomma una competizione a perdere, una passerella molto costosa che vale l’emozione sportiva del momento, roba da romanticoni più che da uomini di business…

All’interno di questo tragico quadro, l’Italia fa la parte del….chihuahua. Il panorama economico-sportivo in regressione non lo scopriamo certo oggi, le velleità di competere in Europa sono proporzionali agli esborsi possibili, quindi vicine allo zero (o forse no). I già citati budget delle grandi potenze cestistiche continentali, esplicitano nei singoli un evidente rapporto di forza. Per essere chiari: dai numeri stagione 2013/14, si evince che nei primi 50!!! giocatori più pagati d’Europa vi è solo il buon Keith Langford dell’EA7 Milano (alla posizione n.40) con 1,15 milioni di euro stagionali. Nei primi 12 ci sono 5 del CSKA, 2 del Barcelona e 2 del Real Madrid. E adesso anche l’unico esponente “italiano” prende la via verso altri lidi.

I Paperon de Paperoni sono: Linas Kleiza (Fenerbache) con 3,3 milioni di euro, Nenad Krstic (CSKA), Victor Khryapa (CSKA), Erazem Lorbek (Barcelona), Rudy Fernandez (Real) con 3 milioni, Juan Carlos Navarro e Semih Erden con 2,5, Vassilis Spanoulis con 2,3.

Per fortuna nello sport esiste ancora il gesto atletico e tecnico, spesso grandi investimenti rappresentano dei pianti torrenziali di fine stagione. Infatti il miracoloso Maccabi Tel Aviv di coach Blatt, non annovera fra i primi 50 giocatori delle proprie fila, segno tangibile che la chimica di squadre e la “fame” di successo, non possono essere comprati al mercato. Sia chiaro, l’exploit dei gialli rimarrà una mosca bianca nel panorama cestistico di alto livello.

Resta il fatto che in Italia come in Europa è necessario rivedere il prodotto basket, come spettacolo da proporre ad un pubblico sempre più vasto, ma con la necessità di garantire gli investitori di un rientro che giustifichi gli sforzi fatti. Anche perchè la pallacanestro, soprattutto nelle grandi piazze d’Europa e a differenza di un ritardatario calcio, si è adeguata ai tempi con impianti moderni ed accoglienti (stendendo un velo pietoso sulla situazione italica). Se tutto ciò non fosse valutato per tempo e con soluzioni innovative, a breve potremmo trovarci con le briciole e un pubblico di appassionati sempre più esiguo, una follia per la bellezza di questo sport.

Raffaele Baldini

Pubblicato il luglio 5, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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