La vetrina dei desideri, Trieste sogna talenti nazionali

pasticceriaLa Nazionale U20 di coach Sacripanti a Trieste, una vetrina di una pasticceria di prestigio, e la scena me la figuro: Mario Ghiacci, Dario Bocchini e Eugenio Dalmasson, con i visi spiaccicati sulla vetro, desiderosi di poter far propri i dolci, ma con un portafoglio semi-vuoto.

A dirla proprio tutta, il triumvirato a capo della Pallacanestro Trieste 2004 qualche “dolcetto” ce l’ha in casa: Stefano Tonut, di fresca conferma, sta ben figurando (a dir poco!) nella sperimentale in Cina, e Francesco Candussi è al 90% nuovamente in maglia biancorossa per la prossima stagione, e sarà presente all’Europeo con la Nazionale U20. L’appetito vien mangiando, soprattutto in virtù di un rapporto costo-beneficio che ha esaltato l’ultima gestione in Adecco Gold di Trieste.

L’oggetto del desiderio più arrivabile è Nicola Akele, NON ANCORA FIRMATO (per non turbare la sensibilità dei più attenti lettori e della dirigenza alabardata), diamante grezzo tutto da lavorare; l’espressione azzurra del giocatore Reyer non può esplicitarsi compiutamente nel meccanismo di coach Sacripanti. Blocchi, ancora blocchi e consegne della palla alle guardie sono lo scotto da pagare per la duttilità dell’ala, usato come “4” per banda bassotti azzurra. Resta molto gradito a coach Dalmasson, e nonostante distanze economiche esistenti, alla portata.

Due rimpianti sembrano chiudere un capitolo: il triestino Stefano Bossi e Mirco Turel. Entrambi visti molto bene, rinforzati fisicamente e ispirati offensivamente. Se per l’indigeno Bossi il discorso ruolo diventerebbe un piccolo pensiero (più guardia che play), per l’esterno figlio d’arte rimarrebbe il dubbio di quanto basket di livello ci sia al di fuori della genetica predisposizione al tiro da fuori. Comunque entrambi sono acqua passata.

Tolto l’inarrivabile Niccolò De Vico (giocatore l’ultima stagione a Biella), uno che fa canestro ogni volta che alza la mano, fari puntati, anche per esigenze di roster, su Tommaso Laquintana. Un buon vice Ruzzier (anche con caratteristiche simili), ottima visione di gioco, tiro ancora da definire; sicuramente il suo destino è legato alle sorti di Capo d’Orlando, anche a seconda della serie. Azioni in calo per Aristide Landi, apparso involuto dall’ultima esperienza negativa a Bologna e poco concentrato, un peccato se solo si pensa quello che produsse nella Finali Nazionali di un paio di anni fa.

Resta anche un sogno Matteo Imbrò, classe ’94 della Virtus Bologna, alle prese con un lento recupero dall’infortunio al ginocchio, ma già quasi promesso a Trapani; operazione che può arrivare a compimento grazie al patron siciliano Pietro Basciano, in procinto di diventare socio della Fondazione Virtus.

Un nome nuovo interessante? Leonardo Marini, 206 centimetri di proprietà della Mens Sana Siena (?).

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il luglio 7, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: