Da Trieste parte la missione europea della Nazionale di Pianigiani

IMG-20140716-00121Coach Pianigiani: “Due obiettivi, qualificazione europea e crescita giocatori”

Nell’assolata ma ventilata Piazza Unità d’Italia a Trieste, coach Pianigiani e Davide Pascolo varano l’operazione “qualificazione Europeo 2015”. Lo fanno andando a braccetto con la città che “emana passione cestistica e serenità” (parole del coach). Al di là dei convenevoli e del benvenuto di Giovanni Adami, Presidente FIP del FVG, oltre che di altre figure istituzionali compreso il sindaco Roberto Cosolini, i punti salienti trattati, li sintetizziamo.

Il girone

“Preferivo il girone con più partite, vero giudice di valori espressi dal campo. Così, con poche possibilità di errore, non sarà semplice. La Russia? Dipende con chi si presenterà a queste qualificazioni, ma in generale non faccio calcoli a prescindere. Se penso che l’ultima volta, dopo aver battuto nettamente il Portogallo a Sassari, stavamo per gettare alle ortiche un vantaggio di 20 punti, e quindi la partita. La Svizzera, potrebbe nascondere gli stessi tranelli.”

Gli NBA e il progetto tecnico-tattico con e senza di loro

“Con i nostri NBA il rapporto è schietto e le idee sono chiare. A parte il presentissimo capitan Datome, Andrea Bargnani ha voluto far parte di questa mini-spedizione azzurra per un senso di appartenenza, ma anche per lavorare con uno staff di grande livello come quello della Nazionale (Cuzzolin, Fioretti e soci). Non ci sarà con noi, anche perchè le pretese dei Knicks e la stagione delicata che si prospetta, non può prescindere da un completo recupero fisico. Anche con Danilo abbiamo intenzione di vederci, per far respirare al Gallo un pò di sana aria azzurra, non so quando però, e non certo per le partite che contano. Per Beli il discorso era già chiarito a monte, la scelta sua è di lavorare forte per una stagione da campione NBA. Ci tengo a precisare però che tutti hanno avuto una disponibilità eccezionale alla Nazionale e alla maglia azzurra.”

Le parole di Aradori e un campionato italiano che non va più di moda..

“Penso che Pietro, come altri giocatori, debbano nutrire sani ambizioni; per cui è giusto che lui faccia una scelta, a prescindere dal campionato di competenza. L’Italia ha fatto dei passi avanti evidenti, ha prodotto giocatori anche decisivi in serie A, e sta costruendo degli altri con le molteplici iniziative intraprese dalla Nazionale; la stessa Sperimentale è nata in quest’ottica, quella di far fare delle esperienze di livello mondiale agli atleti, preparandoli al salto definitivo, senza strappi. Non è un caso che anche Francia e Slovenia abbiano adottato questo sistema. I giocatori devono imparare a investire più in se stessi, lavorando tantissimo, poi qualora le scelte andassero fuori dalle mura italiane, ben venga, nessuna controindicazione.”

Obiettivi

“Molto chiari, sono due: 1. Qualificazione europea (per nulla scontata ndr.) 2. Continuare a crescere e costruire giocatori. Siamo saliti di posizione nel ranking, dove prima (Europeo in Slovenia ndr.) ci guardavano come sfigati del gruppo in albergo (assieme a Grecia, Turchia, ecc.), poi ci hanno rispettato per quello che facevamo su un campo da basket. Ecco, questo è il nostro obiettivo.”

Raffaele Baldini

Pubblicato il luglio 16, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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