Da Basketnet.it: crociata mediatica, i testimonial e la pubblicita’

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La pallacanestro e’ uno sport mediaticamente subliminale, una specie di carboneria che vive di eventi “live” o di qualche slancio televisivo (possibilmente fuori dall’arco temporale calciofilo) a furor di popolo, vedi gara 7 fra Milano e Siena. Ho personalmente trattato in senso gerarchico una possibile riforma del sistema: televisione tematica (ci ritorneremo nelle questioni canale free o a pagamento), conquista di pagine importanti nei quotidiani, principalmente nella Gazzetta dello Sport, e ora… testimonial per pubblicita’.

Vi faro’ un esempio su tutti, un “cult” anni ’80 riconoscibile da chiunque e di qualsiasi estrazione socio-sportiva: Lipton Ice Tea con Dan Peterson. Quel tuffo in piscina, gli occhiali da sole a goccia d’ordinanza per il periodo e il “fènomenale”, con l’accento sulla “e”, scuotendo il bicchiere, hanno bersagliato le teste di chiunque, elevando The Coach e il the’ alla massima espansione possibile. Con l’antesignano ruolo del piccolo grande uomo da Evanston, il basket dei protagonisti ha un vantaggio enorme rispetto al calcio: i testimonial sono spesso dei bronzi, multietnici con punte naif nei comportamenti, quindi perfetti per diversi ambiti commerciali. Attori principali e disciplina sono entrambi spettacolari, forano il video facilmente, non sarebbe quindi un esagerato sforzo tradurli in slogan commerciali; del resto, l’NBA lo fa da tempo con discreti rientri.

Quindi, partiamo giocando in casa: tutti le principali realta’ imprenditoriali della serie A (sponsor) propongano un lancio pubblicitario del proprio prodotto utilizzando un testimonial del roster, con riferimenti (messaggi ndr.) alla pallacanestro; lo facciano mettendo in gioco la creativita’ italiana nel campo, non per produrre 30 secondi di ordinario montaggio. Gli stessi riferimenti, dopo averli trasmessi con regolarita’ ma sotto la soglia del fastidio sul canale tematico, vengano poi riversati nella pagine dei quotidiani sportivi, nel Superbasket, nel Basketmagazine e in qualsiasi forma di comunicazione possibile.

Non dobbiamo avere paura di espandere il verbo in ogni modo possibile; attraverso il piu’ impensabile strumento di cucina, e’ possibile portare un qualsiasi individuo ad avvicinarsi alla pallacanestro. E’ la forza della pubblicita’, e’ la forza di testimonial credibili, ultimo non ultimo il Belinelli campione NBA o un Pozzecco che fa tendenza anche quando dorme.

Aprite i casting… ne vedremo delle belle!

Raffaele Baldini

Pubblicato il luglio 28, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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