Da Basketnet.it: caso Hackett, se ci fosse stato un leader dello spogliatoio?

Dino

Esiste ancora il leader dello spogliatoio?

Facevo una riflessione a margine del caso Hackett: immaginavo un 26enne, alle prese con una uscita sconsiderata dettata dall’istintivita’, bacchettato e squalificato dagli organi federali, massacrato dalla stampa e isolato (comprensibilmente) dalla societa’ di club. In pratica un uomo solo, seppur maggiorenne, vaccinato e treccinato.

E siccome Padreterno ha voluto divertirsi creando la fallace macchina umana, ogni sportivo conserva segretamente una o piu’ bravate da confessare; ma qual e’ fisiologicamente il primo scoglio da superare? Il leader dello spogliatoio, quasi sempre l’anziano saggio del gruppo, spesso anche capitano. La sua figura mitiga, funge da cuscinetto, e’ riparo per “pecorelle smarrite” o primo usciere che apre la porta verso l’inferno. Ma esiste ancora la figura di questo tipo ad alto livello?

Forse no e questo a mio modo di vedere e’ un aspetto negativo. Piace per esempio la Nazionale improntata sui giovani, piacciono le Sperimentali con praticantato propedeutico, piace cercare nei giocatori griffati NBA la guida tecnica su cui appoggiarsi. Ma manchera’ sempre il leader dello spogliatoio; quello che con qualche urlaccio e un paio di scapellotti (sempre propedeutici eh) rimette la concentrazione sui binari corretti. DEVE essere un uomo di provata esperienza (eta’ e background), deve essere un elemento riconosciuto, eletto dal gruppo.

Provate a chiedere ai protagonisti della Milano petersoniana quale importanza ricopriva Vittorio Gallinari nella squadra; vi diranno 100 volte superiore a qualsiasi espressione tecnica sul campo. Ho visto con i miei occhi come Dino Meneghin a Trieste cresceva a suon di “coppini” un giovane Gregor Fucka; abbiamo vissuto Danilovic governare lo spogliatoio della Virtus dei record. Insomma, provate a cercare caratteristiche simili nel basket attuale, nella Nazionale della gestione Pianigiani (e forse anche quelle precedenti), o nelle squadre di club.

Gentile? Troppo giovane… Datome? Troppo intellettuale… Gallinari? Troppo infortunato… Belinelli? Troppo egocentrico… (tutti giustificati, non si sa mai visto il periodo)

C’e’ solo un esempio assolutamente isolato nel panorama cestistico contemporaneo che sbugiarda la tesi: la Nazionale Campione d’Europa del 1999, una summa di cestisti leader di se stessi; Myers, Fucka, Basile, Galanda, De Pol, Abbio, Marconato…insomma, personalita’ che non necessitano di “guide spirituali” nello spogliatoio. Ribadisco che e’ raro trovare questo concentrato di eccellenza globale, inserita in un sistema cestistico.

Chissa’ allora se, all’interno dell’attuale gruppo azzurro, ci fosse stato un capo “vecchio stampo”, l’anarchico Hackett avrebbe consumato la propria rivoluzione o sarebbe tornato per tempo sui propri passi, per buona pace della Federazione, del gruppo allenato da Pianigiani, e dei giornalisti affamati di scandali sotto il sole. La risposta non e’ scontata…

Raffaele Baldini

Pubblicato il luglio 26, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: