Trieste pronta ad abbracciare (o rabberciare) la Nazionale

10565006_10202481833912298_3544053892094871181_nLa Nazionale a Trieste e’ sempre qualcosa di significativo, e per fortuna totalmente avulso da protagonisti in senso stretto (vedi vicenda Hackett), o da logiche federali; la citta’ pioniera della pallacanestro moderna abbraccia il tricolore, un’entita’ superiore, fatta da attori investiti di tale onore. Per questo coach Pianigiani e i ragazzi avranno nell’avamposto del nord-est il clima ideale per anestetizzarsi dal chiacchiericcio delle ultime settimane, una totale immersione (pertinente battuta metereologica) nel percorso di crescita gia’ avviato; Serbia, Bosnia e Canada saranno i complessi banchi di prova sotto le volte del Palatrieste.
Ironia della sorte l’Italia perde un play (De Nicolao), ma arriva tirata a lucido con i leader naturali dell’attuale gruppo: Gigi Datome, Pietro Aradori, Alessandro Gentile. Certo, non e’ pensabile con il solo trio di esterni di far paura a nazionali piu’ quotate, ma e’ un inizio, e’ una logica tattico-tecnica percorribile di questi tempi. La mia impressione e’ che l’ago della bilancia necessariamente passera’ per il rendimento dei lunghi azzurri: Cusin agli Europei soffriva di solitudine e il rendimento in calo proporzionato all’abuso eccessivo e’ stata una variabile (in senso negativo) della seconda parte di torneo. Un Cervi che faccia il Cusin2, senza chiedere la luna, l’ “ossigeno” ideale al reparto, e la profondita’ necessaria al gioco.
Sempre una sensazione e’ che ci troveremo nel futuro prossimo una Nazionale dalle caratteristiche note: volitiva, commovente nell’abnegazione, limitata di talento e quindi traducibile in: forte con i deboli e debole con i forti (estremizzando il concetto); ora si trattera’ di vedere chi sono i “deboli” e chi i “forti”, visto che nel caleidoscopio cestistico delle qualificazione europee, si puo’ registrare di tutto (ne sappiamo qualcosa). E poi ci sara’ l’occasione, quella in cui la cosiddetta “forte” abbassera’ la guardia, e allora sono certo che Datome e soci azzanneranno alla giugulare prima di far riprendere l’avversaria.
Dicevamo di Trieste, citta’ di pallacanestro che ha saputo dimostrare un affetto incondizionato alla maglia azzurra: la scorsa estate, in un inizio agosto nettamente piu’ ispirato metereologicamente, 3500-4000 persone hanno riempito il Palatrieste con entusiasmo vero. Vedremo in questa occasione, vedremo se i “figli di Rubini” andranno oltre gli scossoni interni, oltre le cartoline dei campioni NBA e l’appeal del momento…io sono convinto di si. Nella foto che allego una conferma di quanto scritto: tribune piene per la giornata dedicata al Minibasket.
A tal proposito una piccola bacchettata e’ d’obbligo: non e’ la prima volta che si registra una certa qual freddezza dei giocatori alle richieste dei mini-cestisti. Forse non hanno capito l’importanza di regalare emozioni, l’importanza di far crescere il movimento con piccoli gesti, anche perche’ per passare da “star” a “dimenticati” il passo e’ molto breve, meglio fare il pieno di entusiasmo pro futuro. Poi e’ vero, sono io dannatamente sensibile alla questione: un bambino deluso dal proprio idolo e’ quanto piu’ doloroso possa esistere, ne sono convinto!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il agosto 1, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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