Una campagna abbonamenti onesta (con colpo di teatro)

Biloslavo-Ghiacci-Asta

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La campagna abbonamenti e il colpo di teatro non voluto

Se non ci fosse stato il ferreo  divieto a filtrare un qualsivoglia identikit del nuovo americano (il sottoscritto c’ha provato invano), lo scoop sull’arrivo del tronco d’ebano Murphy Holloway sarebbe stato il colpo di teatro più geniale mai studiato per lanciare una campagna abbonamenti; a dire il vero il pensiero è passato per la testa della dirigenza, tanto che si mormorava di una trattativa da concludersi nell’imminente (sabato?), per poi lanciarla sui media il lunedì dell’apertura sottoscrizioni.

Ma torniamo all’ordine del giorno, la campagna abbonamenti: tralasciando il solito atavico problema di renderla innovativa e accattivante, la definirei una iniziativa ONESTA. Onesta perché chi la propone non specula e parla chiaro, la società chiede tot euro alla propria gente perché i tot euro servono per affrontare una stagione… minima. Niente finte di corpo o voli pindarici per ammaliare, sano realismo al limite del crudo. Ma la gente triestina non chiede altro: chiarezza,  principi fondanti (vedi cinque decimi fatta da under in squadra) e qualche “nota di colore” che faccia divertire la platea (Grayson-Holloway, a voi due!).

Sussulto d’emozione nel leggere dopo tanti anni uno sconto (importante) per i vecchi abbonati, quelli che lo scorso anno hanno firmato una cambiale al buio per salvare le sorti del basket a Trieste. Per il resto  i prezzi sono abbordabili e sensibili al momento economico, le agevolazioni per i giovani corpose, e qualche timido spiraglio di omaggi durante la stagione (si parla di qualche amichevole di lusso).

Inoltre da quest’anno, per obblighi di legge, i pagamenti potranno essere fatti al Ticketpoint con tutte le metodologie a disposizione (Bancomat, assegno o contanti).

Non starò per l’ennesimo anno a tediarvi con l’elogio dell’appartenenza, dell’importanza di esserci per “ricattare” emotivamente i vertici cittadini a mantenere il più bel passatempo del mondo; Trieste e i propri concittadini devono scrollarsi di dosso quel malsano gusto critico e cavalcare le proprie passioni. Come tutte le passioni catturate dall’istinto, possono deludere, illudere, far sognare o lasciare indifferenti; ma sono comunque emozioni da vivere, sotto le volte del Palatrieste, quella che DEVE essere la propria casa.

Se poi qualcuno sia più sensibilmente portato a mistiche inclinazioni alla San Tommaso, andate a vedervi qualche movenza di Holloway, e qualche argomento c’è per convincervi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il agosto 22, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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