Da Basketnet.it: Ricordate Ed O’Bennon? La rivoluzione NCAA con il paisa’…

Ed O'Bennon

Ed O’BennonNella causa che ha cambiato per sempre la Ncaa, dove un giudice ha stabilito che il principio del dilettanti sino non è una giustificazione legale per pratiche economiche che violano le leggi antitrust, c’è la faccia di Ed O’Bannon. Nel 1995 vinse il titolo con Ucla. poi venne preso dai Nets al draft Nba, con il numero 9. Ma aveva un fisico troppo esile per fare l’ala forte. Dopo un paio di stagioni ha cominciato a girare il mondo: Italia (a Trieste), Spagna, Grecia, Argentina e Polonia. In totale, nove anni, 12 squadre, 15 allenatori, sei Paesi. Oggi vende automobili a Las Vegas. Poi, e soprattutto, c’è il cuore di John Paul Sonny Vaccaro, il figlio di un emigrato siciliano che ha creato il cortocircuito fra i produttori di scarpe e il basket Ncaa. Diventò un consulente Nike nel 1977. L’anno dopo convinse il fond atore Phil Knight a pagare gli allenatori dei college più prestigiosi per convincerli a scegliere la marca con lo Swoosh pelle loro squadre. Nel 1984 fu l’artefice del famoso contratto con Michael Jordan. Poi ha lavorato per Adidas e Reebok. Nel frattempo, si era fatto la fama di “padrino del basket giovanile”, inventando il Roundball Classic, l’AII-Star game dei liceali giocato dal 196S al 2008 e l’Abcd Camp, che fino al 2007 è stato la vetrina con cui gente come Bryant, Howard e LeBron si è imposta all’attenzione del mondo. Vaccaro ha mollato tutto anche perché era diventato un uomo in rivolta. Come nel saggio filosofico di Albert Camus, a un certo punto ha detto “no”. E ha cominciato una crociata contro la Ncaa, convinto che violasse le leggi antitrust con la pretesa di mantenere all’infinito i diritti sull’immagine dei giocatori e d i obbligarli a star fermi u n anno nel caso decidessero di cambiare college. Ha tenuto discorsi in decine di università sperando di trovare qualcuno che, finiti gli studi in legge, lo affiancasse nell’attacco a una delle istituzioni più potenti del Paese. Nel 2009, durante una cena dopo un intervento alla Howard University, raccontò della sua idea di fare una causa a favore degli ex atleti universitari che non prendono diritti quando Espn Classic trasmette i vecchi incontri Destò l’interesse di qualcuno che lo mise in contatto con Michael Hausfeld, un avvocato famoso per aver rappresentato i nativi dell’Alaska contro la Exxon per il disastro provocato dalla petroliera Valdez nel 1989 e per aver promosso una class action in favore delle vittime dell’Olocausto le cui proprietà erano state tenute dalle banche svizzere dopo la Seconda Guerra. Hausfeld disse che c’erano fondati motivi per un’azione legale. Vaccaro telefonò a una decina di ex giocatori, ma solo O’Bannon si dichiarò disponibile. Qualche tempo prima, il figlio di un amico gli aveva detto che un suo avatar appariva in un videogame Ea Sports. C’era tutto: i Bruins del ’95 e il mancino con la maglia 31, mancava solo il suo nome. Il resto è storia. Anche se è ancora tutta da scrivere. 

Pubblicato il agosto 23, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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