Italbasket, si volta il 45 giri, per un’altra musica all’Europeo

coachEuropeo per molti, ma non per tutti

“Speriamo che ora vengano tutti…” sembra più un pensiero di un adolescente in procinto di festeggiare il compleanno che l’appello di un capitano della Nazionale di basket per l”Europeo 2015; si, perchè evidentemente le feste tricolori non tirano piu’, non sono glamour per alcune star e non sono troppo rilassanti per altri invitati. E onestamente i primi segnali in proiezione non lasciano troppe speranze nel veder riunita la nobiltade cestistica italica per raggiungere un cruciale obiettivo come le Olimpiadi brasiliane. Marco Belinelli ha fatto capire a chiare lettere che l’NBA ha la priorita’ assoluta; un modo sottile per dire che l’ “azienda” da San Giovanni in Persiceto valuterà la stagione d’oltreoceano, e solo poi deciderà il da farsi. L’affare Hackett e’ intossicato da principi di coerenza ineludibili: dichiarazioni, lettere e decisioni non possono essere svenduti ad una riunione riappacificatrice. Quindi, chi viene? Resta l’ineccepibile Danilo Gallinari (infortuni permettendo), e neanche la certa presenza del desaparecidos (in senso mediatico ndr.) Andrea Bargnani.

Ma quello che e’ piu’ importante, e’ che l’Europeo sara’ il lato B del 45 giri che ha brillantemente accompagnato le serate estive baskettare del 2014; il gruppo straordinario per abnegazione e dedizione, unito come non mai, subirà scossoni non indifferenti con inserimenti illustri. E lo stesso coach Pianigiani dovrà guardare fisso negli occhi chi si e’ sbattuto per mesi, chi ha regalato la qualificazione all’Italia , dando il morbido benservito… più facile dormire su un letto di chiodi!

Quando in sede di qualificazione europea, a Trieste, il coach e’ stato incalzato dal sottoscritto sul tema tattico-tecnico al momento di reintegrare i big, Pianigiani ha ammesso candidamente il (finto) problema: “bisogna cambiare, bisogna rivedere le logiche in funzione degli NBA e delle loro peculiarità”. E a completare il rebus tattico, subentra anche la chiave psicologica: il trio Datome-Gentile-Aradori pensate che al primo raduno estivo cederanno lo scettro, con ecumenica propensione, ai nuovi leader conclamati? Escluso.

Prima di mandare in analisi il coach, bisogna anche dire che gli eventuali additivi sono persone intelligenti, che capiscono il valore di entrare in punta di piedi, onorando chi ha conquistato i gradi sul campo. Inoltre c’e’ una consapevolezza di un lavoro che non e’ mai fine a se stesso, che c’e’ stata una crescita tattica e strutturale in ogni singolo elemento (vedi soprattutto Cervi), non si puo’ che rafforzare quindi il gruppo e il concetto di miglioramento collettivo, a prescindere dagli effettivi. Necessità materiali umane? Un play a supporto di Cinciarini (Hackett, mannaggia a te…) e un lungo a far compagnia alla solidità già comprovata di Cusin, aspettando la crescita di Cervi.

Ma poi, perchè dobbiamo fare i sofisti all’alba di una qualificazione ottenuta? Perchè siamo italiani e teniamo troppo a quel lungo mare di Rio…

 

Raffaele Baldini

Pubblicato il agosto 29, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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