Trieste è già in missione, intensità da campionato

molto bene Marini

molto bene Marini

Questa è l’unica via

Intensi, dannatamente intesi e fastidiosi come zanzare ad agosto (ovviamente agosti di annate fa); i giocatori di Dalmasson dall’ultima uscita, sempre contro Portorose, hanno sprigionato esuberanza cestistica. Va bene, siamo appena ai primi di Settembre, ma il solco tracciato è quello giusto, pardon…è quello NECESSARIO!

La Pallacanestro Trieste 2004 infatti non può fare altrimenti, deve sfruttare l’acerba ma volitiva gioventù a disposizione per creare una macchina infernale difensiva; e parlare di questi concetti in un match che ha visto 93 punti messi a referto dai biancorossi, è un bell’andare. Se Grayson è pigraccio di natura nella metà campo in salita ma può migliorare, se Holloway sarà allineato quasi certamente al diktat dalmassoniano, diventa decisiva la scelta dell’uomo rimasto a completare il roster. In giro molti mestieranti dalle gambe irrigidite dal tempo (Soloperto, Fajardo, Marconato), poco dinamici e uno, forse due giri indietro; meglio aspettare per incastonare il tassello in modo appropriato, a costo di scommettere su un altro giovane.

Paradossale, ma appare addirittura prematura la fluidità espressa offensivamente, con giocate dove tutti gli effettivi sono coinvolti, per tiri “piedi per terra”. Certo, se a rompere la prima linea difensiva ci si mette un Tonut praticamente iradiddio e un Grayson col turbo nelle gambe, allora situazioni di sovrannumero si potrebbero creare ad ogni attacco. Molto bene Marini, subito a proprio agio, mancino dotato di mano morbida dai 4-5 metri; forse un po’ troppo clone di Candussi per il testosterone che Trieste cerca in area pitturata.

Tutto questo miele sarà ancora a deliziare i palati dei tifosi ancora domani (con l’arrivo di Murphy Holloway) prima della doccia ghiacciata prevista in alta montagna, ad Alleghe domenica, contro la Reyer. E’ lì che si metteranno a nudo i limiti del gruppo allenato da coach Dalmasson, è lì che si scenderà di qualche gradino per non perdere di vista chi siamo e dove vogliamo arrivare. Per cui niente trionfalismi il 4 di Settembre, ma nemmeno funerali il 7.

Non è detto che allenarsi indefessamente, con l’allenatore migliore, con le metodologie più corrette, porti un atleta a vincere i 100 metri piani alle Olimpiadi: Ci sono anche gli avversari… e quello sarà un altro capitolo che si aprirà il 6 Ottobre.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il settembre 4, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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