La Reyer è una squadra che farà bene, Trieste forse ha trovato un tesoro, Grayson

imageREYER VENEZIA – PALLACANESTRO TRIESTE 2004 85-80
Appunti sparsi di viaggio, su uno scrimmage che significa qualcosa ma che non fa giurisprudenza cestistica; Trieste alla terza uscita stagionale e veneti alla vernice, nella consueta cornice idilliaca di Caprile. Assenti per i lagunari Phil Goss e il “tagliato” Brown, nelle fila giuliane si attende ancora l’ultimo tassello italiano a completare la rosa, ma con il nuovo arrivato Murphy Holloway.

Qui Venezia
Subito buone impressioni sulla duttilità del giovane Moore; intelligente e capace di vedere il gioco, crea situazioni attaccando il canestro, e corre in contropiede come una guardia. L’ “intellettuale” Goss, in tuta e occhiale d’ordinanza, sa che questa stagione dovrà diverse volte supportare il diligente Ruzzier in cabina di regia (a tratti disegnando a De Raffaele soluzioni tattiche); poco male, l’ha fatto diverse volte in passato. La Venezia dalle taglie forti è evidentemente imballata, vive di soluzioni estemporanee dei singoli (Dulkys la timidezza non la conosce), fluidità offensiva latente, meglio la versione in veloce transizione offensiva. Nel secondo tempo prove di tonnellaggio di coach Recalcati con Peric da “3” con Ress e Moore, convincente se valutata contro la banda bassotti giuliana. La sensazione è che la squadra di coach Recalcati, con gli additivi nel reparto esterni, sia nettamente più quadrata rispetto la versione dello scorso anno, più mentalmente strutturata e meno indolente; la chiave per attestarsi ai piani altissimi della serie A è la solidità in regia e la tenuta dei “vecchietti” nell’incedere della stagione. Ah si, Peric sta già discretamente in forma…

Qui Trieste
Grayson ha consumato una sera a Portorose per rompere gli indugi da attaccante quale lui è; ottima mano e velocità di base, unita a una personalità già evidente, fanno si che anche i compagni trovano più facilmente l’ingresso nel match. L’americano confeziona 16 punti in un tempo. Spaesato come un uomo della South Carolina a 1000 metri fra i monti, Holloway palesa comunque le doti di “cagnaccio” con cui è arrivato a Trieste. La famosa coperta corta triestina è evidente nei mis-match con i lunghi veneti, pur considerando che per larghi tratti Candussi e Marini sono in panchina. Nonostante la sconfitta comunque la squadra di coach Dalmasson è una versione credibile, costruita in maniera intelligente con un possibile leader in Grayson (24 punti); resta onestamente l’interrogativo su chi andare a prendere per chiudere il roster, visto che servirebbe un tiratore e un uomo d’area. Propendiamo per una scelta futura a metà strada fra le due versioni. Per una ulteriore valutazione del boccheggiante Holloway, rimandiamo ad un prossimo capitolo con una certezza: può essere il tassello ideale per la serie A2.

Raffaele Baldini

Pubblicato il settembre 7, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: