Tutto previsto…

Prandin, il nuovo arrivato

Prandin, il nuovo arrivato

Non dite che non l’aspettavate. Il precampionato è bugiardo ma fino ad un certo punto: il valore della Pallacanestro Trieste 2004 (senza l’incolpevole Prandin, appena arrivato) è quello di una squadra non attrezzata per la serie A2. Attenzione, questo non vuole dire che non si possa salvarsi o fare grandi imprese (la nostra promozione in A2 lo sostanzia), ma la sostanza spesso fa il risultato.

A Casale il risultato è una vera e propria esecuzione, tecnico-tattica, un monito per quello che sarà a venire. Inutile fare dei processi alla prima giornata, superfluo dire che anche gli americani, per quello che costano, bisogna inserirli e accompagnarli in questo percorso di crescita. Altrimenti il discorso è molto più semplice: prendi Jerome Dyson e vedi che hai molti meno problemi.

Siccome odio la parte del mio carattere disfattista, quella per capirci che fra il bicchiere mezzo pieno e quello mezzo vuoto… non vede neanche il bicchiere, cerco di estrapolare elementi utili a vivere costruttivamente il futuro della prima squadra cittadina. Intanto le altre avversarie, nel lotto delle pericolanti, non hanno espresso numeri diversi: Veroli, Jesi (pur con una serata da Dio in terra di Miller), Casalpusterlengo hanno toppato la prima, e con sinistri connotati; va bene, orrendo guardare in casa altrui, ma è pur sempre una classifica quella che conterà alla fine.

Stefano Tonut rimane la costanza, ma quando i due coloured lo abbandonano, non è pensabile ricavare nulla. Quindi abbiamo una tragedia greca in termini di produttività, e questo paradossalmente non può che far ben sperare: qualora Prandin, Carra, Candussi riuscissero a incidere un minimo nelle partite, allora si potrebbe tener testa a squadre de media-bassa caratura.

C’è un’esigenza però adesso: Veroli è una delle poche su cui fare la corsa, e arriva al Palatrieste domenica. La necessità quindi di riprendere vigore e autostima per una sfida che sembra già calda ad ottobre, sperabilmente con il caldo abbraccio degli appassionati; a meno che non ci sia già in atto la depressione preventiva, quella che attanaglia il triestino in un attimo e lo depista verso nuovi e temporanei orizzonti.

Siamo all’inizio di una battaglia e lo si sapeva.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 6, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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