Biella e dice sempre si, la capoclassifica al Palatrieste

Voskuil, il prossimo incubo

Voskuil, il prossimo incubo

Era bella l’anno scorso, quest’anno sembra bellissima. La creatura plasmata da coach Corbani, pur avendo perso un giovane interessantissimo come Laganà, accresce le proprie potenzialità nel secondo campionato nazionale. Lo fa sfruttando l’anno in più di Lombardi, Laquintana, Chillo e De Vico, godendo dei benefici di un pistolero come pochi (Voskuil ndr.), del gregariato di lusso di Infante e Berti, di un americano azzeccato come Raymond. Il tutto in un sistema collaudato.

Il morale è alle stelle con la tripletta vincente, il fisico neanche  debilitato dal successo “in controllo” casalingo contro Ferentino. Esiste quindi un motivo recondito per Trieste di vivere con ottimismo la vigilia di questo match?

No, non c’è, o forse quello per cui anche l’anno scorso davamo per spacciata la truppa di Dalmasson contro Torino. L’imponderabile e fenomeni paranormali sotto le volte del Palatrieste, una serata storta al tiro per i piemontesi (dopo lo 0/8 di Voskuil mercoledì, impossibile!) o una concentrazione di gasamento collettivo in canotta biancorossa, questi sono i presupposti per ribaltare un pronostico. In un’ uscita casalinga il duo Grayson-Halloway ha fatto breccia nei tifosi, il caldo abbraccio della propria gente potrebbe in effetti generare energie nascoste utili perlomeno a dare fastidio alla corazzata di coach Corbani.

Più la partita sarà brutta e più Trieste si avvicinerà allo scopo: Biella gioca per alte segnature, ama le transizioni rapide offensive dando libero sfogo all’estro dei singoli. Spesso infatti l’esposizione risulta piacevolissima a vedersi; senza aver visto Verona, sicuramente il più bel basket della A2 Gold. Qualora invece il match si incanalasse sui binari dei soliti 65-70 punti, allora la Pallacanestro Trieste 2004 può credibilmente sperare nel colpo gobbo, ora che capitan Carra è definitivamente entrato in forma, e il duo Candussi-Mastrangelo ha battuto qualche colpo.

Ah si, questa volta c’è un altro problema: gli avversari hanno uomini con gambe e fisico per fermare Stefano Tonut (forse). Inutile quindi rimarcare come risulti maledettamente utile ricavare produttività dallo stuolo di complementi attorno ai 3 soliti noti.

A prescindere da tutto, una partita che merita di essere vista, passione del campanile ma anche piacere per gli occhi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 18, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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