Cosa vi siete persi…

OLYMPUS DIGITAL CAMERA“Cosa vi siete persi”

Prendo a prestito l’ironia partenopea, parafrasando una scritta apparsa nel cimitero di Napoli l’indomani dello storico primo scudetto di calcio vinto: “Cosa vi siete persi!”. Ce l’ho con tutti i 215 mila abitanti circa (meno 2000), che hanno preferito qualsiasi cosa rispetto ad uno spettacolo unico, coinvolgente, emozionante. Non c’è sport che conservi in 50 minuti tanti sconvolgimenti nello scenario: prima Biella domina una partita giocando in pantofole per l’apatia della squadra di coach Dalmasson e i primi mugugni del Palatrieste, poi il veemente ritorno alabardato, spinto dalla fisicità di Holloway e di Stefano Tonut, portato a bolgia dantesca da invasati sulle tribune. E ancora una volta stupisce come il teatro giuliano metta in scena dei canovacci noti, ma pur sempre fuori da qualsiasi logica tecnico-tattica; non c’era nessuna possibilità, dopo i primi 20 minuti, di vedere connotati diametralmente opposti, nella ripresa. Alle volte mi sento più incompetente del solito (vedi l’articolo di presentazione in cui dicevo che Biella aveva giocatori per fermare Tonut), ma ricevo una carezza compassionevole dal essere fra tanti, soprattutto in tema Pallacanestro Trieste 2004. A margine di tutto ciò, assicuro chiunque che quanto visto contro Biella, vale da solo non il prezzo del biglietto, ma il prezzo dell’abbonamento!

Prego, si accomodino…

Hollo-wood e e un fenomeno incontrastato triestino

Alle volte invece mi sento più “illuminato”, e precisamente quando sostenevo che il sig. Murphy Holloway avesse solo bisogno di essere coinvolto. 29 punti, 17 rimbalzi, 5 stoppate (una ha mandato in analisi Lombardi ndr.) e 39 di valutazione… vi basta? Ah si, per gli amanti del genere, il ragazzone tutto verticalità, ha veleggiato nel secondo tempo spesso a quote impensabili, regalando quella dose massiccia di spettacolarità che ci vuole (con un’infrazione di passi nel momento decisivo non fischiata, che ha tolto 20 anni di vita a tutto il pubblico). Degno compagno di vetrina domenicale il talento locale Stefano Tonut: fenomeno assoluto, al bagaglio già bello sostanzioso ha aggiunto una decisività evidente e una personalità da far spavento. Ideale che la società blindi il giocatore con un contratto pluriennale (!!), perlomeno per goderne di benefici economici futuri, e che a Gennaio chiuda a doppia mandata le porte del Palatrieste, non si sa mai…

Quello che non si vede, ma si sente

Marco Carra e Daniele Mastrangelo, due Mvp occulti. Non parlo nè dei punti del capitano e nè di quelle 4 perle al supplementare del mancino friulano, parlo della difesa. La loro abnegazione nel abbassare il sedere e mettere le mani addosso al pericolo pubblico n. 1 Voskuil, è stata un concentrato di voglia a disposizione del gruppo. Non ci sono copertine per chi vince la partita in difesa, e questo è l’aspetto più ingiusto del gioco; per questo motivo voglio rimarcare il loro operato, come del resto di tutto il gruppo dal terzo quarto in poi. E che sia anche un monito pro-futuro: non si vince con un atteggiamento superficiale come quello del primo tempo, la presunzione di segnare un canestro in più dell’avversaria può generare delle figure imbarazzanti, e domenica arriva Verona.

Anche questa volta coach Dalmasson mi ha lasciato giocare, facendo scacco all’ultima mossa

Nuovamente buggerato nel finale. Ero pronto a far scorrere veleno fra le righe del mio commento post partita sull’operato del coach veneto, ma alla fine conta chi vince, cioè lui. Oggetto del contendere, la gestione di fine primo tempo (quella del break) e inizio terzo quarto; il mio personale punto di vista è che la scelta di mettere un quintetto senza punti nelle mani, inesperto, avrebbe solo che dilatato il gap fra le due squadre. Detto fatto, 4, 6, 8, 15 punti sotto, senza la minima forza per fare neanche solletico ai piemontesi. Calcolando il quarto d’ora di tempo dell’intervallo, riveder nuovamente i protagonisti del parziale sulle tavole parchettate, e dopo il -21 segnato sul tabellone, ha alimentato in me l’ipotesi di un “massacro” mediatico. Via Grayson, dentro Prandin, Holloway e Tonut sempre dentro e tutto si ribalta, sino all’apoteosi finale: che gli dico ora?

Vabbè, sarà per la prossima… prendo e porto a casa.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 20, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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