La legge di Murphy, le chiavi del match e Palatrieste sempre più pieno

DSC_3409 La legge di Murphy

L’assioma di Murphy riassume intuitivamente un fatto statistico-matematico e cioè: per quanto sia improbabile che si verifichi un certo evento, entro un numero elevato di occasioni (concettualmente tendente all’infinito) questo finirà molto probabilmente per verificarsi (legge dei grandi numeri). Nella pallacanestro stiamo assistendo alla teoria opposta: per quanto improbabile che si verifichi, Murphy Holloway ogni tanto potrebbe sbagliare una partita…

Il fisicato giocatore della Pallacanestro Trieste 2004 sta abbattendo ogni record; e la memoria deve viaggiare a ritroso per trovare analoghe singole prestazioni. Il 48 di valutazione ha un precedente di questo calibro datato stagione 2002/03: Sinisa Kelecevic, nella sconfitta a Livorno targata Mabo, registrò un notevole 53 di valutazione, frutto di 34 punti, e 13 rimbalzi con 13 su 15 dal campo. Prima di lui ancora, numeri da capogiro furono firmati da McRae e Bodiroga, nella preistoria nobile locale.

Holloway è giocatore devastante, talmente in salute e con l’autostima a livelli biblici, che palesa doti insospettabili di tiratore…follia pura, basti vedere la meccanica di tiro! Siccome noi siamo incontentabili, paradossale come questa prestazione monstre sia “macchiata” da qualche rientro pigro difensivo e da qualche amnesia a rimbalzo nella prima parte, fattore che ha concesso diverse carambole a De Laurentis e Williams. Colpa sua, ci ha abituati bene.

Vincere con Tonut e Carra fuori partita

Un segnale stupendo per coach Dalmasson e squadra: Stefano Tonut completamente fuori partita e Marco Carra idem, potevano rappresentare il viatico verso la debacle casalinga. Invece, il famoso amato, vituperato, criticato, esaltato gioco “di sistema”, trova ogni sera protagonisti nuovi e pronti a supportare falle tecniche. Trieste ha marciato senza voltarsi indietro, ha riscoperto il Marini “da trasferta” con le consuete triple spacca-partita, ha ritrovato Candussi “cazzuto” (passatemi in francesismo), e un Mastrangelo dinamico e ficcante come ai tempi d’oro. Proprio da quest’ultimo il più bel segnale per il futuro: demoralizzato, malinconicamente seduto sul pino per buona parte delle partite precedenti, il pretoriano di coach Dalmasson è tornato a ruggire con le armi che gli sono proprie. Se Trieste non può prescindere da Holloway e Tonut, può almeno dire di avere uno stuolo di arditi complementi pronti a lottare per la causa.

Keys of the match

Partita complessa quella contro Agrigento, come ci si poteva aspettare. Coach Ciani ha imbrigliato Trieste adattando la difesa alle penetrazioni di Tonut, e collassando l’area sulle ricezioni in post basso di Holloway; il tutto cercando di spezzare il ritmo ai giuliani, evitando che prendessero inerzia trascinati dal pubblico. Poi, sul +5 del primo tempo,  3-4 possessi sprecati malamente e la sanguinosa eredità di tenere Trieste a contatto. Agrigento non ha avuto la forza, come altre corazzate, di “ammazzare” il match, e la legge del Palatrieste ha presebtato il conto: squadra giuliana trasformata, pubblico caldo e netta difficoltà a riprendere il filo del discorso.

Palatrieste sempre più pieno

Non guardo i numeri, ma il quadro d’insieme. Il Palatrieste da due-tre domeniche a questa parte si sta riempiendo sensibilmente. Il rendimento della squadra, unito alla spettacolarità di un giocatore come Holloway, sta riportando il gusto di vedere una buona partita di pallacanestro; se poi questa è condita da quel sapore piacevole e perdurante di una vittoria, allora è il nirvana. Sempre teatrali nella postura e negli incitamenti, alle volte invasati quando serve, nei finali caldi, gli appassionati rimangono affamati di pallacanestro. Ora, il loro incremento domenicale, è il miglior deterrente ad una possibile cessione per “alleggerire” il bilancio societario di alcuni pezzi pregiati (vi lascio immaginare quali potrebbero essere). C’è bisogno di passione ma anche di moneta sonante, un “lusso”, come spesso è stato definito lo spettacolo cestistico domenicale di A2, può essere garantito da queste due imprescindibili componenti. Per fortuna la squadra sta agevolando il tutto…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 24, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Una considerazione forte su due episodi ai più insignificanti ma che mi hanno personalmente toccato molto nel bene e nel male: Siamo a 4.47 minuti dalla fine del terzo quarto e Bobo Prandin cade davanti alla panchina avversaria e nonostante molti giocatori attorno ad aiutarlo ad alzarsi è il coach ospite Franco Ciani ( grande allenatore e grandissimo Uomo ) e poi la presenza assolutamente fastidiosa personalmente del simbolo di un famoso partito politico italiano con tanta di scritta ” Il sole delle Alpi ” abbinato ad uno sponsor sui cartelloni pubblicitari luminosi. Grazie per l’attenzione !!!

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