Da domenica cominciano le “finali”

Curva in crescita...

Curva in crescita…

C’è chi pensa di essere Superman lanciandosi dal terrazzo di casa per poi trovarsi schiantato al suolo, e c’è chi pensa di lavorare a fari spenti in una palestra per poi vincere l’anello NBA. Sono punti di vista differenti, e sono riscontrabili in qualsiasi ambito sportivo.

La tutina con la “S” sul petto aveva portato qualcuno a considerare la Pallacanestro Trieste 2004 una squadra da play off o da piani alti della classifica; Torino per fortuna è stata la dose necessaria di bromuro per svestirlo e farlo tornare con i piedi per terra. La squadra di Dalmasson giocherà una delle tanti finali per quel ALTISSIMO obiettivo della salvezza (e “altissimo” scritto in maiuscolo non è ironico!), partendo proprio domenica contro Casalpusterlengo.

Paradossalmente, al vero appassionato, la sfida contro la “cantera” per eccellenza del basket, vale 10 a 1 rispetto ad uno scontro contro la capolista Verona; la posta in palio domenica si alzerà di brutto, punti che valgono doppio, o anche triplo nel caso di vittoria giuliana. E non sarà neanche logico banalizzare il concetto secondo cui una Trieste spumeggiante e vittoriosa fra le mura amiche, con squadre del calibro di Biella, Agrigento, ecc., potrebbe portare a casa il referto rosa senza patemi.

Sicuramente Casalpusterlengo non sta attraversando un grande momento, e le tre sconfitte consecutive ne sono una prova, ma un percorso può essere figlio dell’andamento sinusoidale di una squadra molto giovane (e Trieste lo sa bene). Una minima rilassatezza in casa triestina e il micino placidamente attestato in penultima posizione di A2 Gold, potrebbe diventare una tigre pronta a sbranare la malcapitata creatura biancorossa.

Anche perchè ci sono alcune cose da aggiustare in corso d’opera: Murphy Holloway deve riprendere vigore dopo l’unico avversario che è riuscito a fermarlo, l’influenza. Stefano Tonut, sinistramente preso di mira dalla terna arbitrale a Torino, deve dimostrare capacità reattive ad un momento no. Issiah Grayson deve garantire il minimo sindacale, non di un americano in seconda serie, almeno di un onesto complemento. Consola invece il rendimento in crescita di Candussi e Marini, nonchè degli esterni Mastrangelo e Prandin.

Parafrasando una splendida frase di coach Recalcati, direi che la vittoria passa per il rispetto dell’avversaria, ma soprattutto passa per l’obiettivo che uno si prefigge, tutto il resto è presunzione. Il pubblico, che fino ad ora ha dimostrato di capire la filosofia, sarà decisivo nella capacità di incidere sulla concentrazione e aggressività di Carra e soci.

Da domenica si comincia a giocare per l’OBIETTIVO!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il dicembre 3, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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