Zona dangerous, passione e la fiera… Degli Onesti

 maxresdefaultQuasi 4000 anime nei giorni di festa… Trieste continua a vivere di pallacanestro

Sono giorni di festa, giorni in cui la gente spesso approfitta per fare la gita in montagna, qualche sciata o addirittura la visita a parenti nel profondo sud. E poi c’è tantissima gente che non aspetta altro che arrivino le 18.00 di domenica per appassionarsi di pallacanestro.

Stupenda cornice di pubblico ancora una volta (anche con Mantova si erano registrati numeri simili), seconda presenza consecutiva del sindaco Cosolini e la sensazione che i ragazzi di coach Dalmasson abbiano già vinto un campionato nel campionato; dai 1800 ai 3800 è un bel salto, e non è certo la promozione natalizia a fare questa differenza. Oppure è l’assioma giuliano: basta niente per riaccendere la fiamma della passione. Ah si, di economia sono edotto zero, ma reputo che questi numeri potrebbero interessare possibili investitori… o no?

“Zona” a traffico limitato

Il solito annoso problema: l’attacco alla zona. Come ho sempre sostenuto, una squadra che non adotta la difesa a zona, difficilmente attaccherà bene la zona. E’ questione di sfumature da provare e riprovare in palestra, altrimenti si rischia di girar palla per linee esterne alla ricerca di qualche tripla “scaccia-incubi”. La match-up proposta da coach Gramenzi (con partenza dispari, e 2-3 in alcuni frangenti), non ha mai visto i biancorossi giuliani attaccare il cono d’ombra della lunetta alta (altezza tiro libero); in pratica non ha mai punito i punti deboli della situazione tattica avversaria. Conseguenza: i tiri che ne sono scaturiti sono stati mal presi, e soprattutto dagli uomini meno appropriati (Prandin ndr.). Ci sta, anche se contro Gramenzi si poteva prevederlo…

Contro Ferentino i nostri limiti, e allora grande Pallacanestro Trieste 2004!

Ho letto qualche inappropriata critica di troppo l’indomani della sconfitta contro Ferentino. Da una parte ho trovato pertinenti le considerazioni atte a evidenziare un gap strutturale triestino con alcune compagini che stanno davanti (Verona, Brescia, Ferentino). Dall’altro però trovo inconsistente la critica in virtù di quanto premesso. Se Trieste è poco strutturata allora l’unica cosa da fare è esaltare il lavoro svolto sin qui da coach Dalmasson e squadra. Esaltarlo anche oltre il dovuto, perchè l’essere ben abituati non comporta assuefarsi alla cosa. Se poi ci sono FISIOLOGICI intoppi di percorso è nella natura delle cose, altrimenti parleremo di uno sport in cui la meritocrazia e i valori non hanno un senso logico.

Guarino, non ditemi che non lo sapevate…

Ma come… adesso Francesco Guarino si scopre un provocatore? Adesso mi venite a dire che lui è l’orco cattivo di tutta la vicenda? Io penso invece che siamo tutti pollastri. Il gioco di Guarino è pura strategia, a cui tutti sono cascati (e non è la prima volta): inerzia a favore di Trieste, ed ecco che il “cattivo” monta ad arte una situazione per far cadere nel tranello il giovane Stefano Tonut. detto fatto, Ferentino riprende il largo e buonanotte. Hai voglia poi a parlare di “diti medi”, di provocazioni e altro, Ferentino porta a casa quello che contava (la vittoria ndr.), con Guarino sghignazzante in pullman alla faccia di tutti i triestini con una bile tanta. E poi, alla fine della fiera, potrebbe passare anche per il giocatore che ha ammesso un tocco sulla rimessa per Ferentino, ineccepibile gesto di sportività.

Vanni Degli Onesti

Il cognome non lo aiuta, il ruolo nemmeno, la città di provenienza neanche (Corno di Rosazzo ndr.)… e allora perchè lo fa?

A parte gli scherzi, uscendo un pò dal basso discorso italiota di considerare un “furlan” interdetto alla direzione di gara in quel di Trieste, bisogna fare un’attenta analisi sull’operato. Tutto si può concedere (oddio, tutto…), non vedere “passi” sesquipedali o falli evidenti; quello che non si accetta è il testardo protagonismo a fronte di un’evidenza. La scena già citata diverse volte dell’ammissione di Guarino e la volontà di dar la rimessa alla stessa squadra ciociara è pura omissione deontologica. Se poi il sopra citato è il preposto per formare le nuove leve arbitrali del Friuli Venezia Giulia, sarebbe il caso di farsi un’esame di coscienza ancora più approfondito. Dispiace sinceramente, perchè il movimento necessita di figure credibili a cui fare riferimento.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 5, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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