Verità e stimoli, il “vecchio” Murphy… E il mercato?

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Lapalissiana, di stordente bellezza la consapevolezza di aver conquistato la salvezza a Gennaio. Coach Dalmasson lo urla con forza nel cielo di Frosinone, quasi come ad inculcare negli spiriti critici giuliani un concetto non scontato. In effetti, sempre in nome di “chi siamo e da dove veniamo”, il risultato contro Veroli, e quello più generale, danno uno straordinario senso al lavoro svolto sin qui. C’è anche però un risvolto che non trascurerei: la CULTURA di una piazza di pallacanestro, dove la vittoria o la sconfitta non sono discriminanti decisive per un giudizio d’insieme. Il popolo biancorosso sa benissimo che non siamo fuori dalla crisi (e Dalmasson lo conferma), è felice per l’A2 in cassaforte, ma non sazio di emozioni. Ed è proprio questo il giusto ri-equilibrio dei concetti espressi anche dal coach al quotidiano locale: corretto essere consapevoli di quanto fatto, ma che questo non diventi un motivo per rilassarsi in vista del rush finale. E conoscendo il pregresso, siamo certi che non sarà così.

Bentornato Murphy!

Più di qualcuno giustamente aveva preso le difese del tronco d’ebano Holloway dopo l’incolore prestazione contro Casale. Una partita “sbagliata” può capitare a tutti, ci mancherebbe. Il mio punto di vista era diverso: la partita “sbagliata” ci sta, l’APPROCCIO SBAGLIATO no; ed è quello su cui la personale critica è andata a parare. L’indolenza, unita alla volontà di restare ai margini del gioco, è la più brutta espressione su un campo di pallacanestro.

Era anche molto importante vedere come Murphy avrebbe veicolato la “cazziata” societaria nell’uscita successiva: tutto a posto, consueta doppia-doppia e nuovamente materializzato il terminale che tutti vogliono. Anche perchè, tornando a quanto sopra, non c’è peggior autogol… (e il riferimento va al bonus promesso nel contratto in caso di qualificazione play off).

Mercato, a che punto siamo?

La società sta sondando il mercato, non è un mistero e non è una butade invernale. Ruoli più disparati, dal play al possibile numero “4”, il comun denominatore è la QUALITA’ e soprattutto la futuribilità nel progetto Pallacanestro Trieste 2004 nuovo corso, quello che sarà varato senza “stelle” triestine. Da una parte quindi si cercano under in giro per l’Italia di una certa levatura, dall’altra qualche “espertone” da poter sfruttare in questa stagione, e la prossima. Proprio nella Barcellona avversaria di Trieste ci sarà una “vecchia fiamma” di coach Dalmasson (e già nome di mercato in sede estiva), così come sempre dalla Sicilia potrebbe tornare un figliol prodigo.

Per fortuna non c’è l’emergenza, forse neanche le finanze, quindi serene sentinelle di una possibile occasione, nulla più.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 19, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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