Tesi etica: istruzioni per l’uso

fleg.ist.lucrinoHo gridato troppo forte senza farmi capire, ho parlato troppo a bassa voce per farmi sentire, ho sottinteso concetti senza dare gli elementi per codificarli. L’articolo di ieri, necessita di qualche “istruzione per l’uso”.

Parto dal presupposto che il quadro d’insieme ha una matrice soggettiva: nulla, per il sottoscritto, merita di essere discusso senza prescindere dall’aspetto etico nel professionismo. Come ho già scritto, non c’è peggior messaggio di chi non fa il proprio lavoro, a maggior ragione quando trattasi di privilegiati dello sport. E non sto a soppesare cifre o altro, anche il centesimo ha dignità assoluta, punto. Quindi, allenamenti saltati, atteggiamenti non allineati con i dettami del coach, rifiuti di giocare sono elementi sufficienti a legittimare la tesi.

Non mi può fregare di meno quanto il soggetto sia stato determinante (e lo è stato!) in un percorso circoscritto della stagione, i lavori a metà sono lavori non finiti. Anche la sfuriata pubblica di coach Dalmasson la condivido appieno: si può “coprire” i propri giocatori una volta, due, altre volte si passa per il tramite della società… all’ennesima volta è giusto mettere ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Anche questo è punto di vista personalissimo, perchè diversi addetti ai lavori interpreterebbero come corretta via quella del “insabbiamento” fra le mura di uno spogliatoio; ricavare il massimo da una situazione critica, in nome del fine che giustifica i mezzi.

Per l’amor del cielo, abbiamo avuto tutti vent’anni e non si contano le cretinate fatte; per cui nessuna pubblica inquisizione alle porte nel match con Napoli, solo eventualmente monitoraggio attento sul rendimento di tutti. La via della redenzione è sempre quella, “testa bassa e pedalare”, senza troppi “se” e troppi “ma”; la scalata verso i play off è sempre più irta (anche perchè ci si mettono anche gli avversari e l’organizzazione a renderla tale)… basterebbe pedalare con la stessa grinta e voglia dei “gregari” in canotta biancorossa!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il febbraio 17, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Che squallore assoluto l’intervista di oggi sul piccolo allo ” sditato immaginario “; palesemente piena di menzogne e di mancanza totale di rispetto verso il coach e i compagni di squadra ( sembrava di leggere un’intervista di Barbara D’Urso costruita ad arte dall’intervistato per continuare nell’arte dell’insabbiamento della verità ). Spero veramente con tutto il cuore che i veri amanti del basket triestino alzino la voce difronte a questo ignobile ludibrio alla nostra squadra e alla storia di questa società. In caso contrario se non si alzerà nemmeno una sola voce forte domenica al palazzo, dovrò accettare con amarissima consapevolezza che LA TRIESTE DEL BASKET HA ESATTAMENTE QUELLO CHE SI MERITA IN OGNI SENSO !!!

  2. Siamo in due a compiacerci di questi due ultime stupendi articoli di Raffaele ma che purtroppo saranno poco ” ILLUMINANTI ” ai grandi esperti del basket sia sugli spalti che soprattutto nella stanza dei bottoni. Ma Trieste e la sua pallacanestro si meritano un ‘azione forte e controcorrente rispetto alla consuetudine mentale e pratica a costo di scomodare il NYT per raccontare di quello che la piccola Trieste del basket ha fatto con estremo coraggio per tutelare la sua dignità e la sua storia gloriosa. Sempre gloria eterna e rispetto profondo per tutti quelli che onorano questa maglia e questa città sulle tavole parchettate d’Italia.

    • Concordo in pieno, caro Andrea!

      • Come volevasi dimostrare … Oggi il piccolo ( volutamente in piccolo ) scrive di un incontro a quattr’occhi tra il Presidente Ghiacci che fuori dai denti ( ripetuto due volte ) dichiara testualmente: Squadra e società fanno quadrato e cercano di recuperare Holloway alla causa della Pallacanestro Trieste. Ma Murphy non ha più scuse spendibili, da oggi in poi: o si impegna per la squadra dal martedì alla domenica e torna quello del girone d’andata, oppure fa le valige e torna in America anzitempo ( QUANDO ??? Una partita, due partite, un mese ??? ) . Il messaggio, fuori dai denti, gli è stato recapitato fuori dai denti direttamente dal presidente Mario Ghiacci a quattr’occhi ieri. E il club si tiene in canna anche un provvedimento disciplinare per l’ammutinamento di domenica a Brescia: se attuarlo o meno, dipenderà dall’atteggiamento di Murphy.

        L’unica cosa da fare è rescindere in maniera immediata il contratto, cominare al dipendente una forte provvedimento disciplinare e non tenerlo in canna con tanto di se o dipenderà e chiedere anche i danni perché come scrive Raffaele perchè parliamo sempre di un’azienda, in cui la manodopera provoca una minus-valenza… serve altro ?
        La dignità della Pallacanestro Trieste passa anche per scelte coraggiose e decise, perchè la storia di una tradizione non contempla comparsate prive di significato.

        MA SOPRATTUTTO: Per quanto riguarda il sottoscritto, che ha valenza zero, Grayson e Holloway sono il passato della Pallacanestro Trieste 2004.

        P.s. Siamo già in due Raffele ed allora non ha più valenza zero e domenica al palazzetto vedremo chi ha coraggio e chi purtroppo non lo ha …

  3. Carissimo Raffaele, ti apprezzo tantissimo proprio per la genuinità dei tuoi scritti. Perchè appunto scrivi senza guardarti le spalle o i fianchi, per il timore di pestare i piedi a qualcuno. E nel tuo settore, quello giornalistico e non quello di architettura, pochissimi fanno come te. Hai puntato l’indice sui due americani… Giovani? Certo, come quasi tutti, poco pagati? Eh no! Hanno accettato quello che la società ha offerto loro in estate e cioè in tempi non sospetti… Ma per firmarlo, quel contratto, non avevano certo la pistola puntata alla tempia. Grayson ha avuto l’occasione, gettata al vento, di trovare una società che lo ha messo in vetrina nel campionato italiano ed Holloway di esser recuperato dalla “B” israeliana dove era conosciuto soprattutto per i lunghi momenti di totale “abulia” dal gioco. E quindi questi due signori, dovrebbero soprattutto ringraziare il presidente Ghiacci ed il suo staff. Ed ora invece sembra, specialmente Holloway visto che Grayson ci ha abituato al “poca cosa”, di fare lo schizzinoso, seguendo probabilmente le orme di Jefferson, messo recentemente fuori squadra dal presidente di Mantova. E certo, c’era Varese alle spalle… Quindi alcuni di questi giocatori, sono mercenari allo stato puro. Della squadra? Della maglia che indossano? Del pubblico?Del contratto che avevano firmato? Zero assoluto! E noi li rimettiamo ancora in campo? La squadra la salvezza l’ha raggiunta alla grande e quelli che sgobbano e sputano sangue sul parquet sia in allenamento che in partita, meritano tutti i minuti in partita. Gli altri? Meglio lasciarli in tribuna o in discoteca, se preferiscono. Il pubblico di Trieste, credo lo gradirebbe di più… E’ più bello vedere Coronica che si sbuccia le ginocchia assatanato ed il coltello fra i denti che Holloway che gioca con superficialità… O anzi, non gioca proprio… E tu, Raffaele, questo hai scritto! Ed io me ne compiaccio…

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