Bricconate arbitrali, nobili motivi per esserci venerdì

Logo_Fischietto_1Un motivo in più per essere presenti venerdì

Una partita del martedì sera, una sconfitta in gara 2 e una sensazione forte (non certo positiva). Per mia deontologia non ho mai giudicato quello che non ho visto, e nemmeno considero testimonianze di addetti ai lavori come giurisprudenza sportiva. Rimane un velo di perplessità, alla luce anche di una clamorosa assenza di coach Dalmasson (da sempre disponibile ed equilibrato) nel post partita in sala stampa al Sanfilippo. Potevo però esimermi dal giudicare i “fattacci” guardando le immagini televisive? Ovviamente no… Lo sfondamento di Grayson potrebbe anche starci, se non considerassimo il fatto delle continue mani addosso (legittime) di Passera e un finale in cui gioco forza i contatti sono accentuati e non fischiati; il play triestino non trae vantaggio dalla leggera sbracciata, ma rende visibile il gesto dalla “sottolineatura” ambientale. I passi di Alibegovic sono solari: anche se il piede destro non stacca da terra, per il movimento innaturale in avanti del giocatore, rende la “strisciata” del perno una infrazione. E lo conferma anche Cesare Pancotto presenta al Sanfilippo…

Giusto per sostanziare quanto di più ovvio porta in eredità il risultato di ieri: da un possibile pareggio nella serie, con due sfide casalinghe davanti al proprio pubblico (fattore  da 6000 Watt!), Trieste si trova sotto 2 o 0, con il morale a terra e con le spalle al muro. Cambia vero?

Il mio articolo comunque prescinde da quello capitato in gara 2, anzi, rafforza un’idea forte in vista di venerdì. No, avete capito male… nessuna battaglia, nessun clima ostile nei confronti dei lombardi, nessuna intimidazione verso la terna arbitrale… sto parlando del doveroso ennesimo riconoscimento ad una squadra che ha superato i propri limiti, che ha dato lustro cittadino e che ora merita tutti gli applausi possibili, da più persone possibili. Esserci venerdì per il commiato o per riaprire una serie che ha visto la squadra di Dalmasson essere alla pari con quella di coach Diana. Si, abbiamo parlato a lungo dello strapotere Leonessa, sulla carta, mai realmente esplicitato fra le tavole parchettate del Sanfilippo (anche se ieri era assente Benevelli ndr.).

Quella di venerdì deve essere la definitiva laurea “honoris causa”, la causa cestistica, quella che riconosce nella città giuliana il primato o quasi di competenza lungo lo stivale. Niente quindi depressione da risultato, ma maturità da consapevolezza. Venerdì deve essere la festa per una stagione indimenticabile, per un gruppo fantastico, per un ciclo che probabilmente terminerà; oltre a tutto questo la lungimirante presa di coscienza che un’ulteriore incasso è linfa per le casse societarie.

Venerdi, per chi ne capisce e per chi “patisce”, non ci sono scuse, ore 20.30 Palatrieste.

Pubblicato il maggio 6, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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