La dignità di casa propria

Oggi non parlo di basket giocato, mi riserverò dopo aver visto due allenamenti della Pallacanestro Trieste 2004 nella propria “casa” naturale, il Palatrieste. Mi soffermo su quelle che io chiamo sfumature, su quelle cose che distanziano mille miglia Trieste con altre piazze storiche, vedi Bologna.

Guardate questa foto:

11885089_10153621920950774_3208160969893939779_n… e non soffermatevi certo su Gaddy in primo piano.

Guardate lo sfondo, le immagini di chi ha fatto grande le “V nere”, a prescindere dai trofei sottostanti. Beh, questo è un modo di dare dignità alla propria storia, di far capire ad ogni individuo che calcherà il parquet di quella palestra cosa rappresenta la società per cui gioca o giocherà. Adesso pensate a via Locchi… bene, non devo dire altro.

E questa volta non sta in piedi neanche il discorso finanziario, perchè per produrre alcuni pannelli raffiguranti i grandi del passato e tinteggiare di bianco-rosso le pareti non ci vuole veramente niente.

E’ una questione di appartenenza, è una questione di sentire sulla pelle una società, non è solo consumare una o più stagioni sportive.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il agosto 13, 2015 su "Passi in partenza", HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Quanto son assolutamente d’accordo con te Raffaele …

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