E filotto è stato… ma ora si fa sul serio!

Pronti alla tempesta del campionato...

Pronti alla tempesta del campionato…

Gli scaramantici non sono stati accontentati, per cui la legge dei grandi numeri si materializzerà come il peggior incubo notturno; in vista poi dell’arrivo di Verona domenica… notti insonni.

A parte tutto, la sfida di sabato con Treviso è stata, a mio modo di vedere, un po’ un gioco a nascondersi, ruotando tutti gli effettivi, forzando poco o nulla i titolari. Oh, sia chiaro, gli ignari e dediti alla professione (giocatori ndr.) ci hanno dato dentro di brutto, andando anche qualche volta sopra le righe, in fondo è e deve essere una simulazione di quello che avverrà fra meno di una settimana. Chi con istinto felino ha sfruttato l’occasione è stato Jacopo De Marchi, talento classe ’99 di scuola Azzurra, tanti minuti in campo e qualità evidente espressa: passaggi dal palleggio a una mano (destra e sinistra), ball-handling (trattamento di palla) adeguato, letture corrette senza timidezze al tiro… se il ragazzo mette su qualche chilo (e di conseguenza tiene i contatti), in questa categoria ci sta tutta la vita!

Il resto della squadra ha messo in luce un Canavesi versione… Montegranaro. Il lungo dalla mano educata palesa convinzione in quello che fa (come fu nel massimo splendore), frutto di un lavoro fatto come si deve in palestra, e un repertorio ripulito da quintali di polvere e diverse lastre mediche; nella sua prestazione è insita la bontà di un gruppo che potrebbe trovare ogni sera un protagonista diverso. Jordan Parks positivo, stra-positivo, addirittura entusiasmante quando si produce in difese sugli esterni; offensivamente insisto nella mia tesi, non ha niente nel repertorio di eccellente, ma fa tutto con incidenza. Se poi pensiamo che in poche settimane siamo passati dai tiri dai 5-6 metri alle penetrazioni mettendo palla a terra… qua c’è un potenziale tutto sa esplorare!

Andrea Pecile è ad un bivio: o riacquista lo sprint atletico per battere in penetrazione gli esterni avversari, o forse converrebbe virare su un tipo di pallacanestro distante dal ferro. In questa categoria ci sono comunque fisici e gambe molto freschi, anche contro Treviso lo si è visto. Le capacità tecniche del Pec permettono scelte strategiche all’abbisogna. Per chiudere sui singoli: ad Aristide Landi deve essere vietato il fallo sistematico sul contropiede avversario! Non può sprecare una pesante infrazione a 20 metri dal proprio canestro… lo fa spesso ed è troppo importante gestire i cinque “bonus” nell’arco dei quaranta minuti.

Ultima considerazione, superflua (ne sono certo): considero vivamente l’esiguo numero di spettatori una snobistica visione aspettando il basket che conta. Mettere a pagamento una vetrina precampionato non mi ha molto convinto, tant’è che bisognava anche (e giustamente) premiare gli abbonati. Ora però da domenica è necessario un cambio di rotta, svestirsi i panni del cittadino emotivamente labile, e tornare a vivere il sacro fuoco della pallacanestro. Nessuno ovviamente pretende i 6500 del finale di stagione (anche perché parleremmo più che di passione… di una setta), ma nemmeno disperdere quello che si è costruito per una gita fuori porta o per una irrefrenabile passione velistica.

Anche nelle passioni si vede la coerenza di un individuo. Fate i bravi…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il settembre 28, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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