Trieste fotocopia Recanati, a Chieti un imbarazzante ultimo quarto

paesaggi_bellissimi_orizzonte_bluProger Chieti – Pallacanestro Trieste 2004

Un amarcord agro-dolce in quel di Chieti: finale promozione per salire in serie A2, 7000 persone al Palatrieste e una gara 5 risolta nel finale a favore dei giuliani. Il sapore dolcissimo di un tripudio per il ritorno in serie A dei triestini e le lacrime amare di Emanuele Rossi a bordo campo. Riparte da li la sfida fra le due contendenti (senza Landi), con punti in palio pesanti nel turno infrasettimanale della A2 girone Est.

Subito 5-0 per confermare inizi di partita in trasferta balbettanti per gli uomini di Dalmasson; Lilov castiga da oltre l’arco per un 13-3 eloquente, time out immediato giuliano. Pipitone “abusato” da Armwood e gravato di due infrazioni, padroni di casa ispirati a allungo inesorabile sul 17-5 e meta’ frazione. Monaldi non fa che proseguire l’esecuzione balistica su quello che resta della Pallacanestro Trieste 2004, spettatrice del match, difensivamente parlando. Jordan Parks e’ l’unico a dare segni di vita, in un primo quarto senza storia: 25-18. Due minuti “vietati ai minori” e poi nuova energia espressa dai biancorossi ospiti, materializzata da Jordan Parks, superlativo con 14 punti all’attivo; sfida riaperta con soli due punti a dividere le contendenti. Pareggio con Parks, vantaggio con Bossi, inerzia che sta cambiando repentinamente fra le tavole parchettate dell’impianto teatino, 28-30; il mancino Sergio e’ il rattoppo ad una crepa apertasi per i padroni di casa nella seconda frazione, quanto basta per rimettere avanti i suoi e per fermare l’esuberanza triestina. Stefano Bossi e’ definitivamente in partita con una tripla dal peso specifico notevolissimo, mentre Parks confeziona 20 perle in altrettanti minuti; squadre all’intervallo sul 38-41.

Pipitone da segni di vita con quattro punti di pregevole fattura, ma Chieti sembra avere rimesso la cavalleria pesante con la coppia Lilov-Armwood; bel momento della partita, 45-51 con Bossi sugli scudi. Scopriamo dalla telecronaca che i giocatori di Dalmasson sono “giuliesi”, dopo essere stati friulani (permettete l’ironia), tant’e’ che Parks inchioda nuovamente il +6. Teatini aggrappati al tiro da tre punti, democraticamente distribuito fra diversi terminali, match in totale equilibrio sul +1 ospite. Terzo fallo di Parks, quattro di Pipitone, cominciano ad essere variabili incidenti soprattutto in virtu’ del bonus esaurito per i triestini. Piazza con un gioco da tre punti rimette avanti Chieti, in una partita molto simile a quella giocata dai giuliani a Recanati; terzo quarto chiuso sul 63-60. L’intensita’ e’ tutta nei padroni di casa, il linguaggio del corpo dei giuliani torna ad essere quella del primo quarto, passiva e distratta; Monaldi da casa sua riporta a +6 la Proger. Sparisce nuovamente Trieste, con Parks nascosto e Prandin a prendersi conclusioni fuori dai giochi e dalle logiche cestistiche: 73-64. Tre minuti finali che non cambiano le sorti dell’incontro, al difesa aggressiva degli ospiti e’ tardiva operazione dopo che i buoi sono gia’ scappati dalla stalla; finisce 89-68, Chieti esce vincente (e dilagando) da una sfida conquistata con pazienza e volonta’, Pallacanestro Trieste ancora immatura fuori dalle mura amiche, aspetto che comincia a essere incomprensibile alla luce delle prestazioni casalinghe.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il novembre 11, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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