Tesi smontata, Pipit-ONE e la trasferta imperdibile di Treviso

DSC_8862Tesi smontata, niente stanchezza

Avrei ardentemente voluto perorare la causa di una stanchezza quale causa incidente del crollo dell’ultimo quarto contro Chieti. Purtroppo l’arringa cessa di avere un senso, essendo l’imputato stesso a dimostrare la tesi contraria. Contro Ferrara, nella terza partita in una settimana e contro una compagine non certo arrendevole, Trieste ha dato l’accelerata nell’ultima frazione, difendendo alla morte e scatenando le transizioni offensive per il break letale. Capite allora l’arrabbiatura infrasettimanale? Capite perché è tutta una questione di approccio mentale alle sfide, e tutto il resto sono alibi per caratteri deboli? Mai come in questo campionato è necessario stare “sul pezzo”, non dare niente per scontato e soprattutto non stemperare l’ardore agonistico, decisivo in una categoria livellata verso il basso. Ora a Treviso l’occasione della vita per invertire il trend e assicurarsi gloria cittadina.

Pipit-ONE

Finalmente quei pallini rossi illuminati a fianco del cognome “Pipitone” non hanno condizionato il rendimento dell’ex Ferrara. Certo, per non scombussolare i bioritmi, il lungo nativo di Erice si è gravato presto di due infrazioni, scatenando però l’inferno in area pitturata successivamente. “Cattivo” come poche volte, spigoloso come sempre e cocciutamente aggressivo nell’attaccare il ferro, la risposta ruvida al talento di Brkic. Quando Pipitone è così incidente, Trieste ha una variabile insospettabile da mettere sul piatto della bilancia a proprio favore, un toccasana con Landi fuori dai giochi.

Il valore di un successo

Sempre della serie che l’eredità di una vittoria è figlia anche di chi si è trovati di fronte, con la Bondi Ferrara si può affermare che il successo ha un peso specifico discreto. Perché? Semplice, un quintetto con Losi (l’infortunio di Ibarra è stato più un vantaggio che uno svantaggio per gli estensi), Bucci, Rush e Brkic in campo è di assoluto livello. Cosa cambia? Beh, decisamente la lunghezza della panchina; coach Dalmasson può ruotare 9 effettivi intercambiabili, Morea forse 6, tutto qui.

Jordan Parks, la crescita di un giocatore

Le parole di un allenatore non sono mai a caso: “Jordan ha margini di miglioramento incredibili, apprende rapidamente, ha attenzione su tutto quello che fa. Vedrete fra qualche mese”. Era Agosto, nei corridoi del Palatrieste il commento di Eugenio Dalmasson dopo qualche settimana di preparazione, prima del torneo azzurro pre-europeo. Oggi si può dire che il percorso di crescita è evidente: Parks sa mettere palla a terra (cosa che non faceva appena sbarcato), sta allargando il ventaglio di soluzioni offensive, affina a dovere una fase difensiva già di altissimo livello. Qualora la gazzella di Staten Island si costruisse un tiro abbastanza affidabile, allora saremmo di fronte all’ennesimo colpo delle ultime stagioni, e questa volta con peso contrattuale da far valere (biennale firmato in estate ndr.).

Trasferta a Treviso

Beh, dover spiegare cosa sia la sfida incrociata fra Trieste e Treviso cestisticamente parlando, sarebbe un insulto alla tradizione. Anche le nuove generazioni, purtroppo orfane di grandi emozioni fra PalaChiarbola e Palaverde, sanno perfettamente che il derby del triveneto è un evento. La distanza è accessibile e la vittoria con Ferrara riaccende passioni sopite; la Curva Nord organizza la trasferta avendo a disposizione un pullman, al costo irrisorio di 10 euro. Per info utili: 3294962618.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il novembre 16, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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