Verona è fisica e intelligente, Trieste abbattuta

DSC_8273TEZENIS VERONA – ALMA TRIESTE

QUINTETTI

Verona: Spanghero, Cortese, Boscagin, Ricci, Chikoko

Trieste: Pecile, Prandin, Zahariev, Parks, Landi

Nel giorno della Befana Verona “lavora” per uscire da una crisi psichica e fisica (fuori ancora Rice e Da Ros, con Spanghero acciaccato), Trieste sulle ali dell’entusiasmo della doppia vittoria ma con la necessità di costruire una credibilità da trasferta.

Per quanto sopra descritto, pleonasmo sportivo registrare il vantaggio esterno giuliano con tap-in di Parks sul 2-9; il “solito” Cortese (ispirato quando vede l’alabarda) a reggere l’urto con tripla e 5 punti all’attivo. Secondo fallo di Chikoko, una consuetudine in casa scaligera, Tezenis nella prime battute più attenta a fermare l’attacco triestino che a costruire in attacco giocate lineari: 8-13. Saccaggi da oltre l’arco sigla il pareggio e apre un parziale per i padroni di casa, fermato solo dalla sirena di chiusura del primo quarto sul 13-13. E’ chiaro dai primi dieci minuti che Crespi vuole fare il pieno di fiducia partendo dalla metà campo di fatica, mentre la squadra di Dalmasson è implosa offensivamente nella seconda parte con sterili soluzioni. Primo vantaggio Tezenis con Boscagin, Trieste sbatte sul muro scaligero non riuscendo nemmeno a tirare, inerzia totalmente gialloblù; l’Alma ha il merito comunque di non crollare, sporcando in difesa linee di passaggio e lucrando punti su situazioni estemporanee. Ospiti in bonus dopo neanche quattro minuti di secondo quarto, metro piuttosto complesso da decifrare in funzione di una equa aggressività: 19-17. Momento balistico per il pubblico, quattro triple distribuite scuoto l’ovattato ambiente del PalaOlimpia; Michelori in missione, una carriera fatta di tanta legna e ruvidezza cestistica, Verona sul +6. Trieste non segna più, una versione fragile come spesso capita fuori dalle mura amiche, Tezenis scappa fra l’entusiasmo ritrovato del proprio pubblico: +11. Buona uscita dal time out di Trieste, con Aristide Landi a fare la parte del leone, 0-8 di parziale in 26” e squadre all’intervallo sul 38-33.

E’ sempre una questione di approccio fisico, un braccio di ferro muscolare fra due squadre che tecnicamente si equivalgono; sulla tripla di Ricci c’è il nuovo allungo dei padroni di casa sul 45-36. Con Pecile totalmente fuori dal match, Zahariev a lanciare piccioni viaggiatori da oltre l’arco e tutti gli altri a fare da contorno, Trieste fatica a muovere il punteggio; vantaggio in doppia cifra con il concreto Boscagin. E’ proprio l’esperto esterno di Crespi a leggere perfettamente le situazioni di partita, massimo vantaggio sul +12 della Tezenis. Grandinata di triple sui giuliani nella terza frazione, chiusa sul 60-43. L’ironia degli ultras triestini giunti in terra scaligera è la nota migliore della seconda parte del match, una formalità ai fini del risultato finale: 64-48. Scorrono i minuti nell’ultima frazione, con qualche sussulto offensivo targato Bossi e la frustrazione di Pecile culminata con un antisportivo. “Ventello” materializzato dal triestino Spanghero, Alma con un esercizio di tiro senza troppa logica, la sirena finale è la miglior notizia in casa giuliana: finisce 79-62, la Tezenis si rianima grazie allo spirito di sacrificio, Trieste torna a casa senza fare drammi ma anche senza segnali confortanti sulla tenuta “da viaggio”.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il gennaio 6, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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