ANG_9070ALMA AGENZIA DEL LAVORO – PROGER CHIETI

QUINTETTI

TRIESTE: Bossi, Pecile, Nelson, Parks, Landi

CHIETI: Piazza, Monaldi, Lilov, Sergio, Armwood

 

Una sola parola in casa Trieste, “reazione”, dopo l’imbarazzante finale di Matera; per Chieti una grande occasione per agganciare i giuliani a quota 20 in classifica.

Inizio di partita discretamente intenso per i padroni di casa, non cattivi ma volitivi, Chieti vive di pick’n roll con il trottolino piazza a creare gioco: 8-6. Jordan Parks fa e disfa nel consueto moto schizofrenico che gli è proprio, risponde dalla parte opposta un super Armwood; l’Alma tampona offensivamente quello che in fase difensiva lascia per strada, quanto basta per il primo parziale a favore dei padroni di casa: 22-13. Nonostante il vantaggio la squadra triestina non da l’impressione di spezzare in due la partita, pur considerando che Chieti è Armwood e poco Lilov, nulla più: primo quarto chiuso sul 26-18. Match che prosegue senza una lettura definibile, l’anestetizzazione dell’ambiente giova agli ospiti che si rifanno sotto, giungendo a -1; arbitri molto attenti alle infrazioni offensive (4 comminate in pochi minuti), Allegretti da tre punti pareggia la sfida a quota 30. Se c’è una squadra in confusione mentale questa è quella di Dalmasson: Nelson viene sbattuto (ed è il termine giusto) sul pino, in attacco Trieste muore con la palla in mano, inevitabile il vantaggio esterno. La Proger esegue penetrazioni centrali senza ostacoli, men che meno “aiuti” difensivi; le squadre vanno all’intervallo sul 40-38 grazie all’ultimo colpo di reni giuliano targato Pecile-Bossi (estemporaneo).

Canovaccio già visto alla ripresa delle ostilità, con Trieste a “fare la partita” (e a disfarla), e Chieti sorniona aggrappata al match: 46-44 e time out chiamato da coach Dalmasson. Lilov non sarà un atleta dal fisico tersicoreo ma ha tanta conoscenza cestistica, esattamente come Aristide Landi dalla parte opposta; zona ordinata da Massimo Galli per fermare l’inerzia impercettibilmente sbilanciata verso i padroni di casa: 53-46. Jordan Parks torna a mettersi in proprio con discreto costrutto, ma come nel primo tempo la Proger pareggia. Terza frazione chiusa sul 60-57. Fantasmi materani al Palatrieste, l’Alma getta dei palloni in modo scriteriato, Andrea Pecile prova a riallineare i suoi. Roberto Nelson, dopo essere stato in punizione tutto il terzo quarto, non fa nulla per riconquistare la fiducia del coach; nonostante tutto Trieste è avanti 65-59. Lilov ingenuamente saluta il match commettendo il quinto fallo in attacco, Nelson da tre punti porta al massimo vantaggio i padroni di casa sul +11 a 4 minuti dal termine.  La  che lucra sul bonus speso dai triestini, esito finale rimandato da qualche gita in lunetta in più degli ospiti: finisce 82-68, per Trieste due punti d’oro in chiave play off senza fare troppo i sofistici, Chieti vede allontanarsi il treno delle pretendenti alla post season.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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