Nunnally, la dolce melodia irpina

nunnally2

James Nunnally (Foto Ciamillo-Castoria)

Nunnally suona come Lullaby, parola onomatopeica che significa “cullare” (magnificamente trasposta in musica dai Cure)…esattamente quello che accompagna i sogni irpini di questi tempi. James Nunnally è stato il giustiziere di gara 3, con “The Shot”, quel tiro al supplementare preso con una “hesitation” e passo laterale in allontanamento che ha portato la Scandone Avellino alle semifinali scudetto. Anche l’ultima stoccata, in un momento drammaticamente altissimo, conserva la dolcezza di un purista del gioco: movimento di gambe essenziale, con finta per sbilanciare il difensore, spostamento rapido laterale, elevazione e rilascio della palla dolcissimo per un finale già visto… “ciuff”, l’Mvp stagionale sentenzia ancora.

Quando si parla che si da troppo poca importanza al ruolo dei General Manager, si intende soprattutto il plus-valore nei casi come questo di Nunnally: Nicola Alberani (non a caso miglior addetto ai lavori dell’anno), ha pescato il giocatore dal Maccabi Ashdod, vedendo in un normolineo giocatore di colore le caratteristiche ideali per la nostra lega. In fin dei conti il grande talent-scout non è quello (solo) quello che porta il grande nome nel club, bensì che quello che individua in un o nell’altro giocatore le caratteristiche ideali per la squadra, prima di tutto, e poi per il campionato da disputare.

Nunnally è un diamante perfettamente incastonato in un diadema regale; nella Scandone di questa stagione gli elementi sono incastonati in un Tetris perfetto, dal leader tecnico quale appunto Nunnally a quello emotivo come Green; i collanti Leunen e Acker, l’ “apriscatole” Veikalas, l’uomo in cerca di riscatto (Cervi ndr.) e il futuro che avanza (Buva). E alla fine la ciliegina dell’arrivo di Joe Ragland, l’uomo adatto per preservare il gruppo da vertigini in alta quota, quello che con una giocata può ribaltare l’inerzia negativa di un match.

Oh, date a coach Sacripanti un gruppo “esterofilo” ben amalgamato, e l’allenatore canturino vi farà divertire ottenendo risultati; nessuno infatti come l’uomo chiamato “Pino” è capace di esaltare il piacere cestistico puro, quello che nasce prima dalla volontà di giocare assieme che da schemi su una lavagnetta.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il maggio 12, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: