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Keys of the match – Aurora Jesi

daros_2Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Partita pre-natalizia ha un solo sinonimo in campo sportivo: insidia. La testa ovattata in un clima di festa, le presenze “istituzionali” fra sponsor e simpatizzanti, il pensiero di affrontare una squadra abbordabile. E tutto questo mentre l’avversaria ha il ritmo partita, peraltro corroborato da una pirotecnica vittoria contro Udine, mentre l’Alma Trieste no. La prima chiave per gli uomini di Dalmasson sarà quindi legata al tempo necessario per togliere la ruggine e per riallineare le teste all’agonismo necessario.

Quando puoi sbagliare fai le stagioni migliori L’ex Marco Maganza è simbolo della Jesi dei pochi siamo, ma stiamo comodi. La rotazione a 7-8 giocatori garantisce gerarchie note all’interno del gruppo e la possibilità per gli attori protagonisti di poter sbagliare senza ansie da panchina. Così Maganza, per esempio, sta confezionando la miglior stagione in carriera con 12 punti a partita, oltre 9 rimbalzi e la licenza di osare, come nella tripla realizzata contro Udine. Attenzione quindi, se i ragazzi di Cagnazzo trovano ispirazione, può diventare una serata complessa per Coronica e soci.

Jesi in trasferta non indietreggia Basterebbe segnalare la vittoria a Mantova (nel periodo nero iniziale però della squadra lombarda) per mettere in guardia i biancorossi. Si potrebbe aggiungere mostarda ricordando che l’Aurora è stata la rivelazione delle prime battute stagionali con 3 vittorie su 3 incontri. Ma quello che conta di più è che la compagine allenata da Cagnazzo non prende imbarcate fuori casa. Tutte partite lottate fino al 40’, solo a Roseto un -19 di proporzioni importanti.

Tutti in area! Eccetto il già citato Marco Maganza, uomo d’area capace anche di 12 stoppate in questa stagione, il roster ha pochi uomini con centimetri e chili da opporre. Il più vicino ad esserlo è Janelidze, con i suoi due metri e l’ex Benevelli, sempre più gravitante però fuori dal pitturato. Insomma, nonostante Simioni in nazionale, con Da Ros, Cittadini e la straripante verticalità di Parks e Green, l’Alma avrebbe sulla carta un indubbio vantaggio di reparto. Sempre che lo si sfrutti a dovere…

“Il principe delle tenebre” Quasi omonimi, Dwayne Davis e Miles Dewey Davis sono entrambi solisti di grande levatura nel loro genere. Se il trombettista jazz incantava per al sua gamma espressiva e le sue sonorità innovative, l’esterno jesino Dwayne brilla per leadership. Non è sempre il manifesto dell’uomo squadra ma è un giocatore capace di fiammate improvvise e soprattutto uomo da ultimo tiro. Occhio.

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Pubblicato il dicembre 23, 2016 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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