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Trieste perde Pradin. Sul mercato…

ANG_0299La tegola Prandin. Non un problema da poco

Nell’entusiasmo generale della vittoria di Ferrara c’è una notizia silenziosa ma che inciderà pesantemente sul futuro prossimo dell’Alma Trieste: Roberto “Bobo” Prandin ha subito una lesione muscolare della regione postero-mediale della radice della coscia destra, con diagnosi di sospetto strappo muscolare. Al di là dei tempi di recupero tutti da verificare, c’è una reale possibilità di perdere l’arma tattica per eccellenza biancorossa per qualche settimana. Un uomo in meno nelle rotazioni? Molto molto di più. Prandin è innanzitutto il pretoriano di coach Dalmasson, l’anima emotiva del gruppo, l’uomo insieme a capitan Coronica capace con la sua pallacanestro di creare inerzia positiva. Uno delle poche certezze sul piano difensivo, un “gatto attaccato ai…” degli avversari, la variabile offensiva che le avversarie non si aspettano. Se ancora non bastasse per definire il peso specifico della guardia veneta, aggiungiamo che è il più vicino ad assurgere al ruolo di play dopo Stefano Bossi, al punto che Dalmasson lo ha sfruttato proprio per alleggerire i compiti in regia del triestino. Ora il dilemma epocale: andare sul mercato o no?

La società, è giusto dirlo, non è mai uscita dal mercato. E il destino cinico e baro di cui sopra potrebbe agevolare operazioni in entrata nel ruolo di play-guardia. Il nome più gettonato è quello ovviamente di Juan Fernandez, uomo però capace di segnare 29 punti con 6/9 da tre punti nell’ultimo turno vincente del suo Breogan contro il Burgos. Lascereste voi andar via un giocatore così? No, ma l’Alma sta facendo in modo di blindarlo per la prossima stagione. Un altro nome ideale per la filosofia giuliana sarebbe quello di Marco Laganà, di proprietà della Pallacanestro Cantù, chiuso nel ruolo soprattutto con l’arrivo di David Cournooh. La società brianzola vorrebbe girarlo in prestito per recuperarlo dall’infortunio, dando al giocatore minuti di campo importanti; quale miglior soluzione di Trieste che è stata per anni il trampolino di lancio di tanti cestisti? Oltre a questo, le caratteristiche si sposerebbero benissimo con la necessità giuliana. Laganà ha la freschezza atletica (pur considerando il rientro dall’infortunio), duttilità e personalità sia per giocare da playmaker che da guardia a supporto del regista. Ultima voce, più romantica e forse proiettata al prossimo anno, quella che porta a Daniele Cavaliero. Depresso in una Varese che fatica a ritrovare identità, il tifoso triestino per eccellenza, cresciuto a Trieste con Cesare Pancotto, potrebbe tornare a formare con Pecile e Bossi una triade alabardata dal fascino infinito.

Staremo a vedere…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com

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Pubblicato il gennaio 12, 2017 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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