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Green è un Dio greco, Lawson un Dio dall’arco, Bologna in finale

javonte_greenSecondo atto del sogno targato Alma in quel di Bologna, semifinale contro la Virtus Segafredo Bologna padrona di casa. Pronti via e 5-0 per biancorossi di marca statunitense, prima del consueto lavoro in proprio di Rosselli su mis-match utili. Dopo tre minuti di partita problema a Marco Spissu, uscito comunque con le proprie gambe dal campo sul 6-5. Javonte Green animato da aggressività figlia di un grande quarto di finale; il problema giuliano sta in chiave difensiva sulla marcatura di Rosselli. Con il rientrante Lawson (non doveva stare fuori tutte le Final Eight?), la Virtus ha una copertura d’area più credibile, contro break felsineo per il sorpasso sul 15-16. Straripante Green sui 28 metri, attacco abbinato alla difesa e pareggio alla fine del primo quarto a quota 20. Nel momento più difficile biancorosso c’è sempre un Javonte Green e un Matteo Da Ros a risolvere questioni complesse, nuovo vantaggio triestino sul 28-25 e time out Ramagli. Lawson sembra che non sia tornato da un infortunio, segna con una precisione svizzera su scarichi competenti dei compagni, ma Trieste non indietreggia di un centimetro. Terzo fallo pesante di Jordan Parks su fischiata rivedibile, ma Green scrive 20 punti in neanche 18 minuti: 38-38. Scoppiettante primo tempo con un botto finale con la bimane volante di Green: 47-46.

Due triple di Baldasso fanno esplodere i duecentocinquanta tifosi giuliani sulle tribune, inerzia leggermente sospinta dal vento di Bora: 55-49. Sempre Rosselli, il terzo “straniero” della Virtus, a caricarsi sulle spalle la squadra, ma “Lollo” Baldasso segna da casa sua. Klaudio Ndoja segna la tripla del sorpasso, Green risponde con una schiacciata (Toh!), è una partita fantastica: 63-59, time out Ramagli. Javonte Green è in un momento estatico che fa strabuzzare gli occhi a mezza arena: 68-59 e il tifo di Trieste comanda alla Unipol. Finale di terza frazione con la solita pezza di Rosselli: 68-64. Spissu con una zingarata riporta il match in parità, l’aggressività si alza a livelli insostenibili, con la terna arbitrale che concede tanto. La mano di Lawson indica la via a suon di triple, lo sparuto pubblico delle “Vu” nere riprende colore (pur essendo bianco-neri), mentre l’Alma conosce l’unico momento di appannamento della gara: 71-75. Ancora e sempre Lawson, una macchina da canestri, instoppabile per la meccanica di tiro che carica ad un’altezza siderale; alza bandiera bianca l’Alma Trieste dopo una prestazione stupenda, finisce con un divario immeritato ma rimane la nobiltà di quanto mostrato a Bologna: 74-86 e grazie di tutto.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il marzo 4, 2017 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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