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Dalla sesta meraviglia al derby con Treviso

ANG_9489La forza di un gruppo

Prova di forza notevole al Pala De Andrè. Nel giorno dell’ennesima sfida a ranghi ridotti (Laurence Bowers ndr.), con un Daniele Cavaliero non al meglio, con Javonte Green nella peggiore espressione stagione e il reparto lunghi falcidiato dai falli, ecco che la “classe operaia” diventa eccellenza cestistica. Roberto Prandin su tutti, Lorenzo Baldasso e il chirurgico Loschi abbattono con personalità debordante le fiammate d’orgoglio di Ravenna. La sensazione è che anche in questa stagione i protagonisti inattesi italiani potrebbero fare la differenza alla distanza. Rosselli, Mancinelli, Giachetti, Fantoni per la Torino promossa, Cittadini, Bushati, Bruttini per Brescia e infine Rosselli, Bruttini, Spissu per la Virtus Bologna sono tre indizi che fanno una prova. Certo, dobbiamo renderci conto che il dispendio di energie per declinare il verbo dalmassoniano presupporrà una fase fisiologica di calo, intanto però Trieste mette fieno in cascina smontando ogni credo tattico avversario. Infatti, se oggi dovessi mettermi nei panni del coach avversario, chi inquadrerei come soggetto da limitare? Green? Fernandez? E se poi concedo libertà a Prandin e Baldasso? Complesso…

Roberto “Bobo” Prandin…il blasfemo

Il blasfemo è il titolo di una canzone di De Andrè, calzante a pennello visto il teatro della sfida di sabato sera. “Adesso che si alza l’asticella, Prandin farà fatica…”, “Se si vuole puntare alla serie A Prandin c’entra poco…”, ecco tutto questo è blasfemo alla luce di quello che l’esterno veneto ha dato alla causa triestina. Dalla “quasi firma” in serie C è stato un crescendo di scommesse vinte, partendo da quel fondamentale presupposto che governa i giocatori di personalità: la mentalità. Come sempre a me piace focalizzare un aspetto tecnico che definisca lo spessore dell’atleta: sbaglia un tiro da tre punti che in diverse occasioni può rappresentare panchina certa, azione successiva riceve oltre l’arco e senza pensarci due volte insacca una bomba decisiva. Non è segnare o meno a far giurisprudenza ma è avere la personalità di riprovare il tiro appena dopo un errore.

Dal lavoro duro difensivo, dagli approcci sempre giusti alle partite sino alla serata ispirata al tiro, Roberto Prandin è l’anima biancorossa, l’esempio da cui tutti dovrebbero attingere.

Il Martino furioso…

Coach Antimo Martino in sala stampa recrimina, e non è la prima volta, sull’operato della terna arbitrale. Lo fa inserendo subliminalmente nel termini della discussione concetti che esulano dall’aspetto tecnico parlando di curva incidente, società aggressive e tradizione:

“non è possibile per una squadra come Ravenna, con un pubblico poco…aggressivo, senza alle spalle una grossa tradizione come Trieste, giocare in casa e fuori casa sia la stessa cosa. Non è possibile continuare a fare riunioni arbitrali in cui si evidenziano contatti e situazioni non più tollerate e poi le ritroviamo puntualmente; così come non è pensabile che noi allenatori dobbiamo adeguarci a dei metri arbitrali che continuano a cambiare. Oggi si è visto che c’è stato un episodio in cui si è cercato deliberatamente di fermare la palla e non è stato sanzionato alcun antisportivo. Ravenna probabilmente non ha un curva che ha impatto, non è una società aggressiva ed è accogliente, ma non è giusto subire certe situazioni anche quando siamo in casa.”

Purtroppo i numeri della partita vanno in controtendenza rispetto agli squilibri paventati dall’allenatore ravennate: 33 tiri liberi tentati dall’Orasì contro i 22 dell’Alma (peraltro con due-tre gite in lunetta nell’ultimo minuto), Fernandez, Cittadini e Janelidze usciti prematuramente per raggiunto limite di falli contro Montano e Masciadri (nel finale). Il tutto considerando che Antimo Martino ha potuto esternare liberamente il suo dissenso durante i quaranta minuti di gioco, senza essere minimamente sanzionato, né per plateali dissensi né per aver superato il box entro cui può gravitare.

Ora Treviso, chi non sente il richiamo…ha seri problemi

Già la parola derby nella pallacanestro con protagoniste città come Trieste e Treviso basterebbe per alimentare un interesse oltre la soglia della composta passione sportiva. L’Alma Trieste ha tutta l’intenzione di farsi trascinare dal “Red-wall” per abbattere ogni record di presente nell’attuale serie A2, bissando (e magari incrementando) il bagno di folla visto con la Fortitudo Bologna. Ci sono tantissimi motivi tecnici, tattici ma soprattutto di classifica per non lasciare indifferenti: Trieste con una vittoria potrebbe dare una spallata decisa ad una rivale diretta per quello che concerne la stagione regolare, mandando un ulteriore messaggio al campionato. Dall’altra parte Treviso non può più attendere “sconfitte di assestamento”, deve venire in terra giuliana con l’idea di svoltare, vincere per credere al sogno promozione. Le biglietterie saranno aperte già da oggi, segno inequivocabile che la fame di grande sfida in città ha superato i livelli di guardia già dal dopo Ravenna…

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il novembre 6, 2017 su HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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