Analisi post Brindisi: cambi necessari, un appiattimento inaspettato e quel Vitucci ispirato a Trieste

Cosa è successo?

Una sorta di incredibile “contagio d’appiattimento”. Nel giorno in cui la squadra sarebbe dovuta scendere in campo con un animus pugnandi battagliero e carico di fiducia dopo le recenti uscite, si è vista una versione che più spenta non si poteva immaginare. Passi per il povero A.J. Pacher, debilitato dall’influenza, il resto della squadra si è palesato dalla palla a due per piombo nelle gambe, poca reattività e linguaggio del corpo passivo (eccetto le prime battute). Siccome sappiamo quanto invece alberghi la volontà di migliorarsi e di superare gli ostacoli, i quaranta minuti contro Brindisi sono inspiegabili. Ora c’è un problema: Scafati fra mercato e Caja sembrerebbe aver svoltato, Verona non crolla e Napoli torna a vincere. La Pallacanestro Trieste invece ha di fronte un’insidiosissima trasferta a Varese, contro un “animale ferito” e con due “oggetti misteriosi” (Spencer e Campogrande ndr.).

Ineffabile Frank…

E’ sempre lui, rattristato dalla perdita della madre, ma sempre uno straordinario allenatore di basket. A Trieste Frank Vitucci trova ispirazione, ma lo ha fatto spesso in giro per l’Italia, così come Attilio Caja sta facendo in quel di Scafati. Vitucci ha messo a nudo i limiti di Trieste bloccando le scorribande di Davis e Bartley, concedendo di colpire a Gaines ben sapendo che la sua pallacanestro non trascina il gruppo. Ha “isolato” offensivamente uomini qualità (Perkins, Burnell e Mascolo), ritrovando anche Bowman. Sul versante opposto, il collega triestino lo ha agevolato, in primis mettendo un improbabile quintetto con Bossi, Gaines, Deangeli, Vildera e Lever e subendo un parziale decisivo, poi avendo un “braccino” corto nel “provocare” gli ondivaghi tiratori pugliesi, utilizzando poco la “zona”; il 26,3% al tiro meritava una “2-3” dando così anche copertura maggiore sull’ “abuso” spalle a canestro di Nick Perkins.

Avere il coraggio di cambiare, prima che sia troppo tardi

Dì che è scarso, senza dire che è scarso. Ok, ci provo… Nick Perkins. Skylar Spencer ieri ha srotolato il manifesto della sua inconsistenza: impegnatissimo a rimbalzo e in difesa, prende 10 rimbalzi ma offensivamente non produce nulla, neanche quando si trova sotto canestro, solo. E’ di una pochezza tecnica non accettabile a questo livello, soprattutto in una squadra che lotta per salvarsi. Di fronte, quello che è il “sogno bagnato” di ogni allenatore: un centro versatile di stampo moderno, abilissimo tecnicamente e in grado anche di correre sui 28 metri come un esterno. Il dominio del suo diretto avversario è stato, a tratti, imbarazzante. Purtroppo è che la società triestina è ad un bivio: dove intervenire? Visto che anche lo spot di “ala piccola” è un buco nero rappresentato dalla perdurante crisi di Luca Campogrande. Un rinforzo straniero in quel ruolo sarebbe probabilmente il più giusto compromesso fra pericolosità offensiva e contributo difensivo, ma ci sarebbe anche una soluzione facile fra “scontenti”. Nella vicina Udine c’è Raphael Gaspardo in totale depressione tecnica, uno scambio con Campogrande forse farebbe bene in primis agli attori protagonisti e poi anche ai rispettivi club. Forse…

Raffaele Baldini

Pubblicato il dicembre 12, 2022 su HighFive. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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