Trieste e Trento sfida infinita, quel treno chiamato desiderio…

La rivale di sempre, la Bitumcalor Trento dei triestini Spanghero e Bossi

trenoUna volta era il derby della marca (con la Benetton Treviso), ora da qualche anno è il derby del gas: Trieste e Trento incrociano le proprie strade al piano di sopra, dopo aver vissuto una stagione passata esaltante e un obiettivo raggiunto inaspettato, storico per la società del Presidente Longhi. E’ una partita chiave quella di domenica (PalaRubini ore 18.15), perché c’è quel famoso treno chiamato desiderio, i play off, che ora ha come ultimo vagone quello dell’Acegas Trieste; Trento corre appresso per agganciarsi, una confitta non pregiudicherebbe nulla ma vedrebbe il convoglio allontanarsi dalla vista. Coach Dalmasson in sede non sospetta di presentazione ha sottolineato come la squadra allenata da coach Buscaglia possa rappresentare un reale rebus tattico in funzione del tipo di gioco e dei giocatori nel roster.

Personalmente vedo nelle “variabili impazzite” trentine i reali problemi per Trieste, e parlo specificatamente di giocatori che possono prendere fuoco in un amen; a cominciare da Michael Umeh, improvvidamente considerato oggetto misterioso a inizio campionato, ed ora a suo agio nella categoria, uno che può giocare la classica partita in “ufficio”, ma anche scatenare l’inferno a livello realizzativo; l’altro coloured Bj Elder, vecchia conoscenza del campionato italiano e già visto a Biella, ha un gioco solido ma prevedibile, quello che invece non è previsto è l’accoppiamento difensivo con lui, essendo troppo alto per una difesa competente di Mastrangelo o Mengue, troppo veloce per quella di Mescheriakov; probabile che il preposto sarà Thomas, mani piene per lui….

Poi le variabili italiane: Luca Garri, 207 centimetri di atipicità, ottima mano da fuori ma abile nel gioco sotto canestro; in questo caso il preposto sarà Gandini, e Trieste teme la lotteria dei falli vista l’esperienza del trentino. Anche Garri come Umeh può presentare il conto salato a livello di produttività offensiva, in serata è preciso e incisivo. L’altro indiziato è ben noto alle conoscenze giuliane: Marco Spanghero, la sfinge che gioca a basket con la stessa faccia in qualsiasi situazione, uno che se decide di giocarsi il jolly, può essere elemento di striscia. Perché temere la partita dell’ex? Punto primo perché al ragazzo non scorre roba calda nelle vene, difficile ipotizzare particolari emozioni; in secondo luogo perché il più inquietante segnale viene dalle ultime uscite di campionato: 0 punti contro Casale e Trento sconfitta, 0 punti a Barcellona in coppa…arretrati in corso da bilanciare, achtung!

Infine certamente il termometro del gruppo: Pablo Forray, playmaker non per forza dedito alla realizzazione in doppia cifra ma quanto mai cartina tornasole del rendimento della Bitumcalor delle ultime settimane: quando l’argentino va in doppia cifra la squadra batte squadre di livello come Verona ed espugna Capo d’Orlando di coach Pozzecco, quando mantiene il basso profilo la squadra perde a Pistoia e in casa contro Casale. Non siamo convinti che sia questa la chiave di volta, Forray resta e resterà un gestore del gioco, però è anche vero che da chi non ti aspetti potrebbe arrivare il quid per sbilanciare il match a proprio favore.

Parlando di variabili, l’ultima è legata al fattore ambientale: recentemente  il Palarubini ha registrato numeri da ottovolante, dagli oltre 3000 di Forlì e Barcellona ai meno numerosi presenti nella sfida contro Veroli; una curva che non sembra aver trovato la compattezza della scorsa stagione ma che quando ha voluto farsi sentire è stata decisiva; il cammino di Trieste casalingo è anche figlio di un ambiente trascinante, la vigilia di Natale e tutto quello che ne consegue sarà un elemento interessante…

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il dicembre 21, 2012 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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