Missione compiuta, All Star de noartri e la provocazione dei tifosi

Missione compiuta: bene, bravi….BIS

ansia coppia conflittoDue su due (roba che sul campo di Imola da parte triestina non si e’ visto neanche per sbaglio), ed ecco che la societa’ piu’ autolesionista del mondo centra per la seconda volta l’obiettivo, con procedura nota: la mattina della partita esce una “sparata” ad arte sul quotidiano locale possibilmente recando piu’ danno possibile agli attori protagonisti, poi basta aspettare la palla a due come in una dose letale di cianuro nel caffe’ , ed ecco che il gioco e’ fatto: sconfitta pesante a Verona e bis a Imola contro l’ultima della classe. Direte: ma a che pro viene attuato questo disegno perverso? L’unica strada e’ quella che qualcuno vuole “affossare” il sistema, il progetto di qualcun altro. Le contrapposizioni sono ormai cristalline, da una parte Massimo Paniccia (sotto altre spoglie o altri nomi per meglio dire) e Paolo Francia, dall’altra il gruppo di Claudio Boniciolli, una “guerra fra poveri” a colpi di sgambetti; quello che e’ certo e’ che la sconfitta patita a Imola non ha solo colpe dall’esterno, diversi giocatori possono essere imputati di scarso rendimento, pero’ un comportamento come quello di Jobey Thomas non puo’ non essere considerato un segnale forte di malessere all’interno del gruppo, scaturito nelle ultime settimane.

 

All “straz” Game, Brandon Brown e la wild card

Se qualcuno avesse visto la partita di ieri, asserirebbe che si sono fumati il cervello nel chiamare Brandon Brown all’All Star Game: 4 punti in 21 minuti, un missile terra-aria che a momenti abbatte il tabellone, svogliato in difesa e nullo in attacco; le parole di circostanza sulla convocazione avevano quasi convinto tutti sulla buona novella di aver restituito un giocatore ritrovato alla causa, soprattutto nel morale. Invece nulla di tutto cio’, e’ vero che la squadra fa di tutto per non servirlo a dovere ma il male e’ causa anche dello stesso Brown: vuoi giocare da esterno? E allora quando ti marco forte sul perimetro sei finito. A margine di tutto questo consiglierei gli organi competenti di rivedere la formula per la scelta dei cestisti alla “partita delle stelle”, magari per evitare tendiniti alla mano a forza di votare un giocatore e per rappresentare credibilmente i migliori della stagione. Flop.

 

Che gran peccato, hanno distrutto un giocattolo bello e divertente

In un panorama cestistico nazionale dove si fa fatica a trovare qualche oasi felice, Trieste nel suo piccolo lo era: fino a qualche settimana fa il barometro segnava sereno, una delle poche societa’ che paga puntuale, un mercato intelligente che ha prodotto una squadra buona e divertente, il primo pubblico di categoria. Sono i soliti interessi personali uniti al vil danaro a rompere qualcosa di veramente ben costruito; la squadra adesso e’ l’ombra di se stessa, Jobey Thomas sull’orlo di una crisi di nervi per un fallo fischiato contro (che oggettivamente non c’era, ma Jobey…per un fallo tutto sto casino?), Brown che da attore navigato recita la parte del giocatore di basket solo fra le mura amiche, Ariel Filloy sparito dalla geografia cestistica acegatina, Luca Gandini trascinato nell’oblio con falli commessi che non rendono giustizia alla sua intelligenza, i due ragazzi della Stella Azzurra che dovevano essere in rampa di lancio ora nel dimenticato fondo della panchina, Michele Ruzzier che ritrova il tiro e soprattutto la difesa ma smarrisce la capacita’ di tagliare in due le difese in penetrazione; l’unico a riprendere colore in questa armata Brancaleone e’ Nikita Mescheriakov, da qualche partita in luce e una spanna sopra gli altri.

 

Occhio, che ad ogni azione corrisponde una reazione: rimborso dell’abbonamento!

Un cda deve rendere noto le questioni ai soci, ma in questo caso i soci di minoranza virtuali sono tutti i tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento. La placida storiella del beota triestino che scalda le sedie del PalaRubini sembra aver convinto tutti che in un modo o nell’altro il controllo su quella frangia di appassionati e’ facile come arringare il popolo sotto regime; invece comincia a serpeggiare un malessere che si sta trasformando in monito: la societa’  lasci andare i pezzi da novanta della squadra e noi chiediamo il rimborso dell’abbonamento!

E onestamente si fa fatica a dar torto, sarebbe come acquistare un abbonamento per la stagione sinfonica e trovarsi in corso d’opera spettacoli con il violinista da matrimoni (con tutto il rispetto sia per i giocatori restanti che per l’ “artista” da matrimonio); quindi attenzione a fare mosse sempre a comunque prescindendo dal sentore popolare, perche’ potrebbe essere un boomerang terribile; l’operazione poteva essere fatta con i tempi e i metodi per esempio utilizzati dalla Aget Imola, peccato che tempi e modi in questa societa’ non siano il fiore all’occhiello….

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il gennaio 19, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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