Libertè, egalitè…..umiltè!

Boss screaming his employeeStranamente per qualcuno l’argomento e’ di secondaria importanza, nessun o quasi approfondimento sul tema, curiosa inclinazione a trattare solo argomentazioni di prima squadra: fatto sta che a tutti gli effetti l’ “incrinatura” (eufemismo spinto) che e’ avvenuta fra la Pallacanestro Trieste 2004-Basketrieste e le maggiori societa’ locali come Azzurra e Servolana in teoria sarebbe notizia da prima pagina. Eh si, altrimenti quello che si e’ venduto alla piazza negli ultimi anni sarebbe il mero risultato dell’Acegas Aps nelle varie serie fra la B2 a la Legadue, tutto il riempirsi la bocca del progetto fondato sui vivai locali sarebbe “fumo negli occhi”, architettura di sabbia crollata con il primo vento di Bora; non e’ cosi, la struttura c’era, i risultati erano davanti agli occhi di tutti e hanno tutt’ora nomi e cognomi, da Ruzzier a Coronica, da Tonut a Urbani. Al di la’ dei motivi che hanno portato al cedimento di questa impalcatura societaria, le ragioni per il sottoscritto non risiedono in affari strumentalizzati ad hoc come quello di Bossi e Tonut per mascherare la realta’, bensi in un atavico “scontro di classe”.

Mi spiego meglio: i rapporti fra la prima societa’ di basket locali dai tempi di Stefanel fino ai giorni nostri e’ sempre stato un rapporto di forza non alla pari; la prima squadra, investita di illuminata potesta’, ha attinto all’humus giovanile piu’ promettente delle realta’ minori senza dare nulla o poco in cambio, inaridendo tutto il circondario. Conseguenza logica, pochissimi giocatori maturati e cresciuti e centinaia lasciati ad un destino logico, l’addio alla pallacanestro. Con l’arrivo di Matteo Boniciolli qualcosa sembrava veramente prendere una direzione piu’ consona, cioe’ rapporti collaborativi fatti di investimento di capitali della prima societa’ locale verso quelle del pool (grazie alla Fondazione Crt), in cambio di tot giocatori (3 da contratto) futuribili. Tutto molto lineare anche nella gestione tecnica, con la sapiente direzione degli atleti da parte dei sodalizi d’appartenenza e la maturazione in senso professionistico sotto la guida di Stefano Comuzzo  e Eugenio Dalmasson in Pallacanestro Trieste 2004. Allora questo idillio perche’ si e’ rotto?

Insisto che sara’ una mia idea personalissima, quindi con un valore relativo, pero’ l’impressione e’ che tutto trascenda per un’arroganza incomprensibile di chi governa la massima realta’ sportiva locale; e’ strano come ci sia un totale allineamento fra addetti ai lavori come Comuzzo e Dalmasson e addetti ai lavori di Azzurra e Servolana, e invece ci siano delle prese di posizione montando su un pulpito (perche’?), abbastanza stucchevoli.  Non ha senso rivendicare un ruolo da classisti dell’ultim’ora, le collaborazioni hanno una logica quando sono fondate su programmi e progetti condivisi in toto, sedendosi attorno ad un tavolo (lo stesso tavolo per tutti!) e alzando la voce solo per discutere sui contenuti. Per il bene del basket cittadino si abbia il coraggio di fare un passo indietro, si cerchi nuovamente il dialogo per non buttare nel cesso qualcosa di buono che era stato fatto.

L’intelligenza non sta nel trovare le colpe altrui, ma sta nel mettersi in discussione continuamente.

 

Per dovere di chiarezza, anche perche’ giustamente richiamato, informo che il mio ruolo di giornalista comprende anche un lavoro di ufficio stampa all’Azzurra Team Trieste. Questo pur considerando che esiste una differenza fra quello che uno svolge da addetto stampa e quello che produce da giornalista sportivo esterno alla causa.

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 2, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Grazie a lei sig. Mazzone,
    l’articolo che lei cita e che io ho letto è l’esplicitazione di quello che intendo, cioè un perseverante braccio di ferro che non giova a nessuno, men che meno ai ragazzi. C’è bisogno di sinergia nei momenti difficili, non di prese di posizione atte solo a dare dello sprovveduto al prossimo…l’ “orticello” ’98 è sicuramente un grande spot pubblicitario per qualcuno in un contesto in cui i risultati del campo dovrebbero contare ZERO!
    Pazienza, occasione persa….

  2. Claudio Mazzone

    Trofeo delle Regioni, 7 su 12 sono triestini E il Team ’98 è il faro.
    “TRIESTE. Si ritroveranno domani a Gorizia i 12 convocati della selezione Fvg che prenderà parte da martedì al Trofeo delle Regioni a Genova. In lista 3 friulani (Cirillo Girardi, Dario Tushe e Gabriele Mainardi), 2 isontini (Andrea Driutti dell’Ardita e Francesco Forza della Falconstar) e ben 7 triestini (Pietro Boniciolli, Umberto Cattaruzzi, Simon Cettolo, Michael Venturini e Daniel Zidaric del Basketrieste, Giovanni De Denaro dell’Azzurra e Luca Viller della Servolana). Due dati oggettivi balzano agli occhi. Il primo: il basket giovanile triestino è trainante in regione, in questo momento. Il secondo: il Team ’98, frutto della collaborazione fra Acegas e Jadran, allenato da Stefano Comuzzo, Derik Depolo e Mario Gerjevic e dominatore del torneo Under 15 regionale, è il faro di questo movimento. Un progetto mirato e lungimirante che si sta rivelando, dati alla mano, di gran lunga il migliore in città e non solo. Azzurra e Servolana, i maggiori vivai storici triestini, declinarono la scorsa estate la proposta di parteciparvi. Scelta legittima, naturalmente. Però ora i due club si vedono scavalcati. Non solo per queste convocazioni, ma anche per le sonore batoste rimediate in campionato per mano del Team ’98. L’ultima, giovedì scorso, è toccata alla Servolana: 98-26!”

    Egr. Sig. Baldini,
    sono sicuro che lei ha già letto questo articolo (chiamarlo in questo modo è offensivo per la categoria dei giornalisti). Ogni commento sarebbe superfluo se non servisse a classificare i o il personaggio che ha avuto l’idea di scriverlo. Ora, il tentativo di ricomporre lo “strappo” esistente in città tra le maggiori società di basket a livello giovanile, appare, a mio giudizio, una chimera. Certo che, mi consenta la battuta, alla luce dei risultati della selezione regionale 98 al TDR2013 verrebbe da dire “IL FARO SI E’ SPENTO!!”.
    La ringrazio per l’attenzione.
    Claudio Mazzone

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