Festa di fine stagione, in nome della Pallacanestro Trieste 2004!

La pioggia non ferma la voglia di basket e di ringraziamento della città

grigliataAllora non è vero che a Trieste non si può far nulla, non è vera la storia del triestino pigro che presenzia solo gratuitamente agli avvenimenti, non è vero che non ci può essere perfetta sintonia fra società-giocatori-tifosi. In una giornata a dir poco pestilenziale per una grigliata di primavera, va in scena la serata dell’appartenenza, della simbiosi squadra-città come chiusura ideale di un anno di basket, un anno travagliato, ma proprio per questo emotivamente coinvolgente. C’erano proprio tutti, giocatori al gran completo (infortunati compresi), staff con coach Dalmasson, la Curva Nord e tanti tanti appassionati di pallacanestro. Primo reale motivo di tutto questo? Il ringraziamento ad una squadra, l’Acegas Aps targata 2012/13 che, nel segno della continuità con l’anno precedente, ha inorgoglito una città, con le gesta sul campo ma prima di tutto con il comportamento fuori dal campo. Gli striscioni appesi dai ragazzi della curva, che virtualmente abbracciavano la tavolata dei giocatori, esplicitava tutto quanto si voleva dire ad ognuno di loro, le strette di mano, i sorrisi e gli inviti a rimanere l’anno prossimo hanno fatto il resto.

La SOCIETA’ E IL PRIMO CITTADINO NON POSSONO RIMANERE SORDI E CIECHI di fronte a questo calore, nella Trieste dove spesso le cose vengono fatte scivolare addosso al motto di “viva l’A e po’ bon”, le immagini di persone di tutte le età infradiciate dalla pioggia e strette vicino alla loro passione devono essere instantanee per chi ha in mano i destini di una società. Vogliamo pensare che nella serata di ieri i vertici erano assenti per lavorare indefessamente sul progetto pallacanestro, il tempo scorre e parole sussurrate da addetti ai lavori preoccupano e non poco.

La serata poi è evoluta con l’ “arte culinaria” targata Pallacanestro Trieste 2004, con i giocatori dietro le griglie a servire i propri tifosi, e Bruno Ondo Mengue a fare l’ “uomo spina”, l’addetto alle birre. C’è stato poi tempo per fare della beneficenza, le maglie ed i pantaloncini dei protagonisti messi all’asta con proventi devoluti all’ADMO, dello stoico vice-Presidente regionale Giorgio Maranzana, ligio sotto l’ombrellone a curare il suo personale stand. Battaglia a suon di rialzi per i cimeli biancorossi stagionali e finale in musica con canti e cori della Curva Nord. Delirio.

Ribadiamo da qui a…quanto sarà necessario, ci costituiamo non parte civile ma “parte giornalistica” per lottare con forza affinchè la pallacanestro non debba veder concluso anzitempo un percorso straordinario, fatto di fatica, sudore e lacrime, passando per gare 5 contro Bassano fino a esplosioni di gioia come con Casale Monferrato di quest’anno. Esiste del giornalismo obiettivo ed esiste del giornalismo di propaganda, questo che ci limitiamo a fare è giornalismo etico: un bene cittadino come la Pallacanestro Trieste 2004 deve avere la dignità di una storia che parla da sé, altrimenti una città che non cura i propri tesori, è una città morta, finita.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 7, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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