Coach Dalmasson: poveri e oculati, ma sempre combattivi

Coach Dalmasson: “parola d’ordine, soffrire per il bene comune”

resta il condottiero?

coach Eugenio Dalmasson

Un uomo in missione, coach Eugenio Dalmasson attende con ansia costruttiva la nuova annata in quel di Trieste; ogni anno di permanenza sembra innalzare di un tot l’asticella soglia delle difficolta’, e in Acegas ormai e’ necessario avere le qualita’ di Sergej Bubka o della Isimbaeva. Il nuovo corso varato dal Presidente Mario Ghiacci sembra allinearsi perfettamente con quello della precedente gestione in un aspetto cardine: il bilancio economico. E su questo il coach vuole essere cristallino: “non si spendera’ piu’ di quello che abbiamo in mano, anche se quello che abbiamo e’ poco. E’ giusto essere chiari verso i nostri tifosi, non ci sara’ spazio per un extra-budget, solo su un aspetto crediamo di dover accelerare…”. L’aspetto in questione va dritto dritto nella scelta degli stranieri, in questo caso  battenti certamente bandiera statunitense; e’ chiaro infatti che il cambio dollaro-euro e’ conveniente a prescindere, oltre che privilegiare cestisti d’oltreoceano per costi minori rispetto a comunitari o italiani. “Ho espresso al Presidente il desiderio di avere entro l’inizio della preparazione (20 Agosto ndr.) i due stranieri, per una scelta che va in piu’ direzioni. La prima, su cui tutti abbiamo convenuto, e’ il fatto che presentare alla piazza una squadra autoctona e poco piu’ ad agosto sarebbe stato un segnale debole a cui avrebbe corrisposto un calo nell’interesse globale, operazione quanto mai deleteria in un annata che invece ha bisogno di grandi stimolazioni esterne; poi la necessita’ di dare un incipit forte al resto del gruppo, gruppo fatto perlopiu’ da giovani, e quindi vogliosi di confrontare il proprio basket con personalita’ e capacita’ superiori. Non e’ un mistero che nei due americani dovremo trovare le leadership utili a trascinare tutto il gruppo”. Quindi in linea di massima a brevissimo verra’ firmato il primo dei due, poi il secondo presumibilmente attorno all’inizio della preparazione, e l’identikit va nella direzione di giovani scommesse, desiderose di mettersi in luce per palcoscenici importanti.

Nelle parole del coach c’e’ pochissimo spazio per le interpretazioni, e sempre in virtu’ di una chiarezza sopra esposta, si evince che il resto del mercato sara’ improntato a confermare i giovani della passata stagione, e poco altro; anche sull’affare Candussi Dalmasson non fa giri di parole: “c’e’ mezza Legadue sul lungo di scuola Reyer, che fra l’altro ha prolungato il matrimonio con il sodalizio del patron Brugnaro: sicuramente all’agente (Myers ndr.) e ai vertici veneti la destinazione giuliana e’ molto gradita, pero’ le distanze fra le parti sono ancora ampie, si dovra’ lavorare ancora tanto”.

Messi da parte i sogni bagnati per Becirovic e affini, il popolo biancorosso anche quest’anno dovra’ immergersi in una realta’ emotivamente forte a trazione campanilistica rispetto ad una esteticamente appagante con grandi nomi alla ribalta; la famiglia povera ma molto unita che prefiguravo puo’ colmare una parte del gap con le altre piazze piu’ facoltose grazie al concentrato di rinnovato calore attorno alla Pallacanestro del nuovo corso Ghiacci-Bocchini-Dalmasson. Per il resto, come direbbe un saggio capo-famiglia, se arrivera’ qualcosa in piu’ dallo stipendio durante l’anno, si faranno le valutazioni del caso, per ora la minestra di cipolle e’ nutriente e gustosa.

Chiosa finale anche sulla questione Luca Gandini, giusto per chiarire un aspetto molto dibattuto dai tifosi presso i forum preposti: “non e’ un mistero rimarcare l’affetto e la stima che io ho nei confronti di Luca, quindi le mie parole sono serenamente inclini a rappresentare quello che e’ stato. L’offerta di Trieste, al netto di tutte le valutazioni in ordine a tassazioni e durata del contratto, poteva dirsi vantaggiosa al pari di quella veronese. La scelta di Luca quindi e’ stata di gradimento personale, certamente agevolata da una situazione a Trieste ancora nebulosa ed in divenire come era quella di qualche settimana fa; pur considerando che una esplicita offerta proveniente dal sindaco dovrebbe dare qualche garanzia in piu’…”. Cosi coach Dalmasson per buona pace di tutti, soprattutto in  nome di un giocatore che restera’ comunque caro al cuore dei tifosi e che tanto ha dato alla causa triestina, umanamente e tecnicamente.

Insomma tutti in attesa dei prossimi movimenti societari, dell’inizio della nuova stagione sportiva, con il cuore proteso alle gesta dei protagonisti in maglia Acegas Aps e con la razionalita’  dall’orecchio lungo per sentire se qualche sirena attrae realta’ imprenditoriali verso Trieste e verso il progetto cestistico.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il agosto 7, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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