Hoover e le contromosse, abbonarsi e nuovamente sulla diretta radio

Hoover, occhio alle contromosse

Ryan Hoover ha squarciato il cielo grigio triestino con un esordio da leccarsi i baffi: punti e leadership, assist e scaltrezza unica nel subire falli; è evidente che l’uomo ex Jesi è e sarà un additivo fondamentale per la squadra di Dalmasson, ma occhio a leggere fra le pieghe di una prestazione. Quando Ryan a Imola ha giocato prevalentemente da guardia (cioè non con il pallone fra le mani), per buoni 18 minuti è sembrato di vedere il Jobey Thomas della scorsa stagione, tanti chilometri con l’uomo sempre addosso, e quindi arma spuntata senza facoltà di sparare. Nel secondo tempo, giocando da play-guardia ma con il pallone spesso fra le mani, nonostante i raddoppi sul pick’n roll, l’incidenza è stata diversa; in primo luogo, a differenza di Thomas, Hoover ha una capacità di far vedere il contatto agli arbitri sul lento scivolare del lungo in aiuto, degna della miglior tradizione recitativa napoletana; in secondo luogo, la caratteristica migliore del nativo dell’Illinois è quella di procurarsi tiri dal palleggio, anche in condizioni di precario equilibrio, o comunque disagiate. In pratica, nelle letture del belga passeranno la gran parte dei buoni o dei cattivi tiri presi dalla squadra, fondamentale tenerlo lucido per i  momenti salienti del match.

Verona, una corazzata

Se la Pallacanestro Trieste 2004 ha avuto l’assaggio di cosa sarà quest’anno da metà classifica in su per la Legadue Gold con la sfida giocata contro Trento, domenica impatterà con una papabile formazione per primi quattro posti; un esempio su tutti,  il buon Marco Spanghero (Aquila basket Trento), dopo un match di precampionato contro la squadra di coach Ramagli, non ha avuto esitazioni di dire che sono “di un altro pianeta”. Forti in tutti i ruoli, con giocatori di affidamento ed esperienza come Carraretto, Boscagin, Gandini, con un cannoniere come Jerry Smith, con “legna” da fare sotto canestro con il sosia tecnico di Diliegro, cioè Craig Callahan. Come uscirne vivi? Difficile ipotizzare la via di fuga per Carra e soci, il game plan sarà il solito, cercare di restare a contatto il più possibile per poi vedere di piazzare la zampata nel finale, magari trascinati dalla lucida follia vista spesso al PalaTrieste. Certamente un motivo in più per calamitare l’attenzione degli appassionati giuliani sarà il ritorno a casa di Luca Gandini, totem d’area che per diverse stagioni ha fatte le fortune della Trieste cestistica; un ricordo prima di tutto di un grande uomo, grande professionista e persona disponibile, caratteristiche che prima ancora di qualsiasi gesto tecnico, fanno del “ganda” un personaggio unico.

Abbonamenti, perché perdersi lo spettacolo?

Lo scetticismo penso faccia parte della natura umana quando è suffragato da situazioni preesistenti; l’iniziativa “un abbonamento per salvare il basket a Trieste” ha catturato la sensibilità dei veri appassionati ma non ha del tutto convinto i “San Tommaso” dello sport in genere, quelli che prima di comprare un prodotto devono guardarlo, toccarlo, girarlo e paragonarlo. Bene, per tutti questi agnostici una risposta c’è: l’abbonamento conviene farselo in virtù di due aspetti, l’identità della squadra triestina da battaglia (cosa sempre gradita dai tempi dei… gladiatori), e il livello del campionato. La partita ad Imola è stata la prova provata, due squadre che onestamente reciteranno un ruolo di second’ordine in questa stagione, hanno dato vista ad uno spettacolo degno di questo nome, con godimento per gli occhi di chi guarda. Le giornate domenicali fra pioggia e nebbia cominciano ad essere noiosette, una possibilità per evadere si chiama Palatrieste.

Ancora sulla diretta radio….

radioAvviso ai naviganti: il sottoscritto, come sempre, porterà avanti una battaglia etica fino a compimento della stessa. Per cui torno sulla questione diretta radio per le trasferte della Pallacanestro Trieste 2004. Si, perché attualmente si sta pensando brillantemente di dare un servizio di diretta radiofonica per le partite in casa!! della squadra di Dalmasson, esercizio utile ma non indispensabile avendo la possibilità di viverla live. Se la scusa ricalca il canovaccio consueto della mancanza di soldi per la copertura stagionale, è una tesi con fondamento relativo: la partita di basket per radio è un “must” triestino, la maggior parte dei baskettari locali ama seguire le gesta dei propri beniamini da una voce amica (come poteva essere quella di Riccardo Furlan), magari partigiana ed appassionata, vivere l’evento anche a distanza. Trovo improbabile che non ci siano sponsor che vogliano investire su una comunicazione dal bacino d’utenza certo; non c’è veicolo più sicuro di una frangia cospicua di ascoltatori che costantemente punta la propria radio sull’emittente e che tende l’orecchio alla comunicazione inviata. Ribadisco che non parlo di colpevoli entità ma di colpevoli situazioni, la società di basket faccia in modo di colmare questo gap mediatico, altrimenti poi è inutile lamentarsi che la gente non accorre al palazzetto. Si dia una volta per tutte il giusto valore alla COMUNICAZIONE!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 16, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Vivo lontano da Trieste da anni e seguo la Pall. TS grazie a internet, vi prego non togliete la diretta streaming. Piuttosto mettetela a pagamento, vi giuro che mi abbono!

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