Ritorno sulla terra, Candu e la pazienza necessaria, spettacolo

Scendere dall’ottovolante prego, si torna sulla terra

E’ finito il giro di giostra a Gardaland, fatto il pieno di entusiasmo e complimenti da mezzo stivale per l’impresa contro Verona, la Pallacanestro Trieste 2004 necessita un ritorno alla cruda realtà, quella via lastricata di buone intenzioni che porta alla trasferta di Jesi di domenica prossima. Eh già, qualche cinico cultore della praticità potrebbe dire che hanno molta più importanza i due punti in palio con una diretta rivale per la salvezza come la compagine di coach Coen, che quelli presi con Verona; il mio punto di vista è che due punti sono due punti, e per una squadra che lotta per la salvezza, hanno un peso specifico notevolissimo a prescindere. Certo, vincere a Jesi vorrebbe dire probabilmente scavare un piccolo solco con le ultime e, se proprio non è sinonimo di scampato pericolo, sicuramente è un viatico per lavorare alla grande in settimana, senza pressioni alcune. Questa volta la sfida del pitturato sicuramente non potrà essere gestita dal solo Diliegro: avendo le “mani piene” con il proprio alter ego Mason Rocca, qualcuno dovrà prendersi la briga di fermare un certo Michele Maggioli; le alchimie di Dalmasson si tradurranno in esperimenti come Diliegro su Maggioli e Harris su Rocca, oppure si attenderà il risveglio di Candussi? Di certo Fossati se può tamponare una falla marcando Rocca, non può neanche pensare di arginare Maggioli, troppi chili e centimetri di differenza. E ci sarebbe anche Raphael Gaspardo…

La pazienza deve essere democratica, per tutti

Francesco Candussi

Francesco Candussi

Sono stato il primo, per onestà di critica, a rimarcare l’inizio non trascendentale di Francesco Candussi in Adecco Gold con la maglia biancorossa, così come sono il primo a dire che è giusto avere pazienza ed aspettarlo. Spesso la nomea precede il giocatore, e in ambito sportivo quando si ha a che fare con giovani, è spesso deleterio: Francesco Candussi ricordo che è classe ’94!!, che le ultime due stagioni, a livello di agonismo ad un certo livello, sono caratterizzate da un fisiologico sventolio dell’asciugamano in panchina, che un ragazzo della sua stazza, è accertato, matura leggermente dopo rispetto gli esterni. Non basta a supportare la tesi della pazienza? In questa stagione con la canotta della Pallacanestro Trieste 2004 ha fatto vedere discrete cose in pre-season giocando come naturalmente si sente predisposto, cioè da numero con “4” con licenze di colpire dall’arco, e latente presenza in area pitturata; esigenze di roster e quindi di ruolo, lo costringono a snaturare completamente il suo gioco, un sacrificio in nome della squadra. Abbiamo capito tutti che non diventerà un “5” neanche sotto tortura, il tempo e lo staff giuliano devono rendere la sua atipicità un costruttivo bilanciamento fra pericolosità offensiva da oltre l’arco, o comunque da fuori area, e incidenza sotto canestro ottimizzando 211 centimetri altrimenti sprecati; il ragazzo è intelligente e l’applicazione di certo non manca, ora si tratta di dare tempo al tempo, senza sputare sentenze, avendo la pazienza di aspettare così come è stato fatto per Ruzzier, Tonut, Coronica, Scutiero…

Lo spettacolo c’è ed è di livello, il resto degli appassionati?

Ormai giustamente etichettato come mitomane dei numeri domenicali, considerato che il Palatrieste sta riducendo la capienza massima ad ogni pioggia autunnale (all’inaugurazione si parlava di 8000, poi 7200, adesso meno di 7000….sbagliato lavaggio?), e che la società e l’unica in Italia a trasferire come dato certo solo i paganti (ah, geni del marketing…), le presenze di domenica contro Verona sono state importanti ma non all’altezza della piazza. Lo dico subito senza mezzi termini: chi è amante del genere ed ha la possibilità di presenziare al Palatrieste, e fa una scelta differente…ha seri problemi a decodificare la passione sportiva. Ma vado oltre, anche per i puri esteti non c’è giustificazione all’assenza: le tre partite fino ad ora disputate dalla Pallacanestro Trieste 2004, anche quella con Trento per valore dell’avversaria, sono state uno spettacolo di buon livello; e ribadisco, non parlo di prestazione prettamente riferita alla compagine di coach Dalmasson, ma quello che esprime lo scontro fra due formazioni nei 28 metri di parquet. L’Adecco Gold, come era facile pronosticare in avvio stagione, se ha avuto da una parte l’imbarazzante altalena di nomi, di regolamenti, ecc., dall’altra ha inspessito un campionato rispetto alla scorsa stagione, grazie a nomi importanti e al ritorno di piazze di livello. Se Trieste ancora può considerarsi un baluardo della tradizione baskettara per seguito e competenza, veda di tradurre in numeri questa storica virtù.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il ottobre 23, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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