Indimenticabile, il libro sul mito di Cesare Rubini

INDIMENTICABILE

indimenticabilePresentato in una sala del Palatrieste, il libro “Indimenticabile – Cesare Rubini, un guerriero dello sport”, scritto da Oscar Eleni e Sergio Meda, è il più sincero tributo ad un mito dello sport, un uomo nato a Trieste e trasferito a Milano, Hall of Famer della pallacanestro e della pallanuoto, un personaggio divenuto leggenda, senza artifici.

Non aspettatevi il classico volume per una captatio benevolentiae, intriso di testimonianze di facciata post mortem, tutto comprensibilmente tendente al buonismo e atto a dipingere Cesare Rubini come un santo; ogni riga è verace, è una chiacchierata fra conoscenti come se Rubini fosse dietro la porta di uno spogliatoio, magari intento a fumare l’ennesima sigaretta assorto nei pensieri bellicosi pre partita; ci sono i ricordi goliardici, le arrabbiature, gli screzi, comunque maturati da storie vissute intensamente.

Il ritratto di Cesare Rubini che ne viene fuori è a tratti metafisico: dalla peculiare capacità di cambiare costume, come un supereroe, dalla calottina alla canotta con estrema disinvoltura (e ottenendo medesimi eccellenti risultati), alla sua naturale predisposizione alla teatralità sobria ed involontaria; un allenatore che sapeva farsi rispettare incenerendo con uno sguardo e poche parole, uno stratega che ripudiava i tatticismi, un uomo profondamente convinto che ci si fa spazio nella vita, anche fisicamente.

Qualcosa di coerente nel DNA del “Principe” c’è, ed è l’estrazione territoriale. Triestino che si fida di pochi ma veri amici, uomo ironico (se capito) e fortemente ancorato a solide convinzioni; non permeato da quella consueta investitura giuliana che rende qualsiasi essere umano un illuminato della palla a spicchi, dalle forti analogie aforismiche con illustri colleghi: “capisco poco di pallacanestro…” suona molto simile a “deghe a tutto e se xe la bala, pazienza” (Nereo Rocco docet)… innato fatalismo.

L’austera figura (all’apparenza) di Cesare Rubini lascia in eredità tanta luce per le nuove generazioni, consci che le ere sportive moderne non danno libero sfogo a simili personaggi; tant’è che nel mio incontro al Forum per un’intervista ancora una decina d’anni fa, laconico e diretto diceva: “ questa pallacanestro non mi appartiene”. Ma forse è giusto così, il romanzo di una carriera non più percorribile (a questi livelli) parallelamente fra pallanuoto e basket, diventa ancora più intrigante e unico. Non dimentichiamo il ponte virtuale che ha collegato l’Italia con l’America, grazie al “Monacone”, un modo non forzato di educare (grazie all’intercessione del senatore Bradley ndr.) le coscienze scioviniste yankee, prima dello sdoganamento a favore dei vari Petrovic, Divac, Kukoc, ecc.

Trieste ha intitolato il palazzo dello sport a Cesare Rubini, la sponda milanese ha capito più di molti altri l’importanza di lasciare traccia scritta ad imperitura memoria; come da sempre sostengo all’uscita di queste fatiche editoriali, il libro “Indimenticabile – Cesare Rubini, un guerriero dello sport” diventi un sussidiario per le giovani leve di tutti gli sport e a tutti i livelli societari, perché il “Principe” ha brillato democraticamente nel firmamento sportivo, come giocatore, come allenatore, come dirigente.

Unforgettable.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 12, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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