Incontro con coach Pianigiani

Coach Pianigiani: “pochi, di piccola taglia….necessario colmare il gap con le competenze”

IMG-20131119-00083Interessante incontro-dibattito organizzato dall’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) con l’allenatore della Nazionale Simone Pianigiani, un momento per focalizzare a bocce ferme il “Progetto Azzurri” in atto e spaziare poi sulla pallacanestro a 360 gradi. Cominciando proprio da una disamina schietta del “materiale umano” a disposizione:

“Abbiamo dei limiti evidenti in diversi ruoli, per mancanza di giocatori e stazza, l’esperienza europea appena vissuta ha accresciuto l’esigenza di colmare queste lacune innalzando lo spirito d’appartenenza, di condividere un vissuto emotivo per cui valesse la pena sacrificarsi. E’ per questo che dal mio insediamento allargo sempre più la cerchia di papabili per la Nazionale, proprio per regalare emozioni nuove a cestisti affamati, magari chiusi da logiche di club”.

Il “Progetto Azzurri” sublima questo concetto allargandolo a giocatori, dirigenti, arbitri, una volontà fortemente sponsorizzata da Pianigiani stesso:

“Il Progetto Azzurri” vuole essere racchiudere tante piccole Coverciano del basket, per usare un esempio caro a Petrucci, un coinvolgimento globale regionale per monitorare, per confrontarsi, per aggiornare in modo capillare il movimento tutto. Ribadisco una realtà oggettiva del nostro mondo, non abbiamo un numero elevatissimo di atleti a disposizione e paghiamo un dazio pesante dal punto di vista fisico, nel senso che non abbiamo a disposizione più taglie forti per la pallacanestro; allora, piuttosto di piangerci addosso preferiamo essere competitivi innalzando altri aspetti egualmente importanti, quelli derivanti dalle competenze. A corollario del basket giocato vi sono l’individualizzazione del lavoro, la prevenzione, l’alimentazione, tutti decisivi per professionisti che devono far fronte ad un’ottantina di partite l’anno”.

Tutto questo per far diventare la parentesi azzurra un “investimento” importante per gli atleti, non l’appendice (alle volte anche piuttosto fastidiosa) di una stagione sportiva:

“investire sulle competenze vorrebbe dire anche garantire un prodotto ai giocatori di altissimo livello, la Nazionale diverrebbe un brand di richiamo per migliorarsi; questo vale anche per i club, suggerisco da un po’ di tempo l’idea di prevedere una parte minima del budget annuale da investire in addetti ai lavori preposti a specializzazioni sopra elencate.”

Con estrema capacità di sintesi poi si arriva ad un quadro conclusivo e proiettato a medio-lungo termine, fra gestione di giocatori NBA, italiani “parcheggiati” nei club importanti e rapporti in genere con personalità diverse…

“dovete rendervi conto che in Nazionale ho avuto a che fare con giocatori che conoscevo da 6 anni, altri NBA con appresso tutto il protocollo cautelativo (previsti anche i giorni di ritiro e i giorni di allenamento con bendaggi medici!!), cestisti con esigenze di club non di minor entità. Per cui il mio ruolo deve essere bilanciato a dovere, centellinato e veicolato in modo giusto, passando anche per gli assistenti e tutto lo staff; bisogna agire di compromessi necessari per disparate esigenze, sempre comunque garantendo all’esterno credibilità professionale; poi, alla fine, il monitoraggio continuo degli atleti e la responsabilizzazione degli stessi crea le condizioni di utilizzo. Sarebbe auspicabile in futuro che il percorso squadra di club-esperienza internazionale-Nazionale ritorni ad avere una sua predominanza rispetto al quadro attuale, quello cioè inverso fatto di giocatori che acquisiscono in Nazionale l’esperienza europea per poi avere minutaggio nelle società d’appartenenza.”

Il futuro concreto passerà dagli organi preposti che formalizzeranno o meno la wild-card per l’Italia ai mondiali di Spagna; la sensazione è che, a prescindere da tutto questo, la strada lastricata di buone intenzioni e figlia di una crisi economica evidente, sia l’unico viatico al mantenimento di uno status di livello in Europa, nella speranza di una generazione prossima di Watussi tricolori.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il novembre 19, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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