La leggerezza e l’agonismo, la vergogna degli assenti con portafoglio e il progetto dimenticato

L’insostenibile leggerezza dell’essere e Dane-gerous!

Dane Diliegro (foto D.Cechet)

Dane Diliegro (foto D.Cechet)

Dovere morale, la palma di MVP in un unico esemplare donata a Michele Ruzzier domenica sera, virtualmente doveva essere condivisa con due protagonisti indiscussi del match: capitan Marco Carra e Dane Diliegro. Il primo e’ il manifesto di una leggerezza d’animo, derivante dallo splendido orizzonte che gli regalera’ un figlio/a o dalla serenita’ di un uomo che fa sempre il proprio dovere; dopo la perla di Torino, il mancino mette in scena una prestazione balistica degna di nota, decisiva nell’ultimo quarto, trascinante per personalita’ e fiducia, simbolo di una squadra. Il secondo, posto che sono convinto sia capace di attaccar briga anche dormendo, e’ testosterone allo stato puro, voglia iniettata d’agonismo di arrivare sul pallone, telecomandato desiderio di recapitare lo stesso in quel ferro con la retina; il dramma umano vissuto dai 2500 del Palatrieste al cambio ordinato da Dalmasson a fine terzo quarto e’ solo la piccola dose di bromuro dosata a dovere per non trasformare il combattente in un pericoloso eccesso fra le tavole parchettate (e contro il malcapitato Fantoni ndr.).

Il rebus Hoover

Non facile districarsi fra le pieghe delle prestazioni di Ryan Hoover, giocatore espressione di sfaccettature diverse, tutto e il contrario di tutto. Per buona parte della sfida il suo atteggiamento richiamava sinistramente quello di un altro tiratore passato per Trieste, Jobey Thomas; polemico all’eccesso con la terna arbitrale, poco incisivo offensivamente e in grossa difficolta’ a battere l’uomo dal palleggio. Anche l’idea di utilizzarlo come guardia per scarichi utili non ha la lettura corretta, essendo uno che predilige il tiro direttamente dal palleggio; che si fa?

Probabilmente il Tetris biancorosso non puo’ fare a meno di tutti gli altri tasselli, e di conseguenza la prestazione di Hoover variera’ a seconda delle possibilita’ “aperte” dai compagni; piu’ Ruzzier, Tonut, Mastrangelo, Harris saranno in grado di attrarre difese avversarie con la pericolosita’ offensiva, e piu’ Ryan avra’ delle possibilita’ per incidere; altrimenti sara’ il solito canovaccio, raddoppi su Hoover e Diliegro e buonanotte.

Possibile che il main sponsor si faccia ancora attendere?

La “campagna elettorale” estiva e’ ben che finita, degli sponsor sbandierati neanche l’ombra, e un triste, omogeneo tessuto bianco “sporcato” da un numero e da un nome nella maglia della PRIMA squadra di basket regionale. Continuo a non capire le logiche pubblicitarie di mercato: possibile che a nessuno interessi un marchio da apporre sulle canotte di una squadra capace di esportarlo in piazze come Torino, Napoli, Verona, Forli, ecc? Possibile che risulti superfluo l’interesse di 2500 persone, 5000 occhi, ogni due settimane sotto le volte del Palatrieste? Non c’e’ una figura imprenditoriale con i soldi sensibile ad uno spettacolo sportivo come quello espresso dalla Pallacanestro Trieste contro Barcellona?

Oppure non siamo bravi a vendere il prodotto….

Monitoraggio dell’humus giovanile vero o presunto?

Mai discostarsi dal principio fondante di un progetto, e per quello che concerne la Pallacanestro Trieste 2004 mira dritto alla valorizzazione dei giovani talenti indigeni, un pò per scelta e tanto per necessità. I frutti di cotanto lodevole sforzo si sono visti nelle uscite stagionali dello scorso anno, ancor più in questa prima porzione in Adecco Gold: Ruzzier, Tonut, Mastrangelo, Candussi, Fossati, Urbani sono e saranno l’oro di Trieste (Candussi un pò meno essendo prestito Reyer), ma il futuro ha in serbo altri scalpitanti ragazzini pronti a dare linfa vitale al movimento. In queste settimane il sottobosco cestistico locale sta vivendo un fermento mai registrato sino ad ora, con incontri continui e una volontà sinergica di migliorare ogni aspetto collaborativo, con la DEMOCRATICA filosofia dell’agire per il bene di tutti. La domanda, che ha già una risposta, è: quanto la società Pallacanestro Trieste 2004 è al corrente di queste evoluzioni importanti?

Zero. L’unico tesserato che autonomamente sta facendo un gran lavoro silenzioso è coach Giuliano Stibiel, un “acquisto” estivo passato sotto silenzio ma che invece ha peso specifico notevole; non è pensabile fondare il proprio progetto sportivo se poi non se lo segue passo passo nella crescita. Se non ci si mette del proprio per rendere credibile una sinergia, che non deve essere emergenza travestita da illuminata operazione societaria, allora crolla tutto l’impianto.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il dicembre 2, 2013 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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