L’editoriale di Basketnet.it: BOOM, parte la protesta della serie A contro la Televisione

Reagire All’ Indifferenza (RAI)

 http://www.basketnet.it/it/boom-parte-la-protesta-della-serie-a-contro-la-televisione/256290

RAIGiuro che non c’è stato nessun pre-accordo fra il sottoscritto e i proprietari delle società di pallacanestro della massima serie; la conferenza stampa indetta dal patron Reyer Venezia Luigi Brugnaro, in rappresentanza della serie A, ha sfondato un portone che il sottoscritto aveva cercato maldestramente di scardinare. La via maestra per uscire dall’empasse in cui versa il movimento, passa inequivocabilmente per la VISIBILITA’ del basket ad una massa più vasta possibile.

I presupposti per una lotta dura ci sono tutti, anche a costo di intraprendere percorsi legali, in nome di una democratica spartizione del servizio pubblico in ambito sportivo, contro la riluttante egemonia calciofila (che ormai non ha neanche i numeri per essere così marcata); la fresca elezione di Ferdinando Minucci potrebbe aver scritto indelebilmente il primo punto all’ordine del giorno per il neo-Presidente: RAPPORTI CON I MEDIA E VENDITA DEL PRODOTTO BASKET.

Tutto vero quanto esposto nella lettera di protesta: lo spazio nei telegiornali, garantire finestre di approfondimento e partite sono l’aspetto macroscopico di un sistema da rivedere (o per meglio dire da varare, vista il nulla amplificato attuale), ma non si trascurino le sfumature. Cosa si intende per “sfumature”: l’attenzione ai particolari che rendono un prodotto esclusivo e non seriale.

Primo passo quindi l’inserimento incisivo nel palinsesto RAI di tematiche a sfondo cestistico (partite comprese ovviamente), risultati nei telegiornali, con approfondimenti su quelli sportivi. SI FACCIA UN’ATTENTA VALUTAZIONE DEGLI ADDETTI AI LAVORI dietro un microfono, anteponendo la chiave competen-passionale a quella istituzionale in doppio petto; ci sarà un motivo perchè tutti ricordano le telecronache NBA di Peterson o le espressioni baskettare balcaniche raccontate da Sergio Tavcar? ci sarà un motivo per cui i racconti della pro-zia di Meneghin romanzati da Federico Buffa calamiterebbero chiunque al video?  ci sarà un motivo per cui ogni partita di pallacanestro commentata da Flavio Tranquillo diventa coinvolgimento spontaneo?

Non si faccia una questione di testata, ma si faccia una questione di qualità. E se qualcosa non dovesse andare per il verso giusto nelle trattative delle stanze dei bottoni, si faccia un investimento che varrebbe eccome una rinuncia alla wild-card: UN CANALE TEMATICO PER LA PALLACANESTRO.

In questo caso il contenitore sarebbe ideale per convogliare competenze gradite, per garantire spazi pubblicitari agli sponsor del nostro campionato, per mettere a conoscenza in modo capillare ed esaustivo il lavoro svolto dalla tanto vituperata Federazione. Non c’è ricavo senza investimento, osare oggi per sperare di svoltare domani è certamente un azzardo, ma avendo toccato quasi il fondo, si può dire che non si ha nulla da perdere.

I numeri espressi in dati ufficiali che legano gli italiani alla pallacanestro sono di tutto rispetto, un bacino d’utenza tale che l’investimento di cui sopra, potrebbe non essere così folle.

Buona visione!

Raffaele Baldini

Pubblicato il febbraio 14, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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