L’editoriale di Basketnet.it: i meriti (occulti) della Federazione

http://www.basketnet.it/it/i-meriti-occulti-della-federazione/256459

 

FIPIl giorno 6 Febbraio al Forum di Biella non è andata in scena solo la 20a giornata di Adecco Gold fra l’Angelico Biella e la Pallacanestro Trieste 2004, bensì si è tradotto con i fatti un credo federale, quello incline allo sfruttamento dei vivai locali per la crescita del movimento nostrano (e la sopravvivenza economica delle società).

I numeri sono eclatanti: Luca Murta, Tommaso Raspino, Eric Lombardi biellesi di nascita, Marco Laganà e Niccolò De Vico cresciuti nelle giovanili piemontesi, a formare gran parte del roster di casa; Massimiliano Fossati, Stefano Tonut (solo per contingenze nato a Cantù), Michele Ruzzier, Andrea Coronica, Emanuele Urbani triestini di nascita, con Francesco Candussi a fare da “straniero” provenendo da Palmanova (40 chilometri da Trieste).

Non bastasse, i protagonisti sopra citati, non si sono messi in luce per una innata capacità di sventolare l’asciugamano in panchina, bensì TUTTI presenti con minutaggio in campo; Lombardi con 17 punti, Laganà 12, Tonut 14, Ruzzier 10 sono solo l’esempio di una produttività e di un’incidenza degna di nota.

Peccato che la Federazione abbia gettato al vento un assist così ben confezionato, distrattamente non guardando il “passatore”…nessuno ha affisso simbolicamente questo manifesto, sbandierato negli ultimi anni, nessuno ha dato risalto a una gradita anomalia nel panorama cestistico nazionale, nessuno ha esaltato scelte e gestioni societarie allineate. Peccato, un’occasione persa per tracciare profondamente il solco verso la salvezza sportiva societaria e verso la produzione di “materiale umano” per le nazionali.

In uno slancio di onestà, ci sono dei doverosi distinguo che devono essere fatti: il primo è che le due società di Biella e Trieste, arrivano allo stesso scopo partendo però da punti di partenza differenti: il sodalizio del Presidente Massimo Angelici ha fatto una scelta “filosofica” nel connotare territorialmente la prima squadra cittadina, la società giuliana invece ha dovuto fare di necessità virtù, in funzione di un budget limitato.

Altresì bisogna dire che il parco giocatori indigeni, per come è strutturato tecnicamente, non sarebbe in grado di reggere la categoria superiore, quindi per esasperare il discorso fino ai piani nobili della serie A, è necessario aspettare qualche annetto (si spera) per veder sublimato il tutto.

Resta il fatto che una luce in fondo al tunnel si vede, fioca, lontana, ma c’è: la rappresentazione sportiva vista al Forum di Biella (fra l’altro assolutamente gradevole nello spettacolo) può essere un viatico alla stabilizzazione del movimento, al respiro economico per le società e all’attenzione per i vivai, questa volta non per riempirsi la bocca di vuote parole, ma con concrete azioni sul campo. La Federazione accolga quindi questo spot, cercando la prossima volta di non proiettarlo a casa propria ma facendolo arrivare capillarmente a tutto il macro cosmo baskettaro.

Raffaele Baldini

Pubblicato il febbraio 18, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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