Occhio che arriva il conto…

La stagione sta per presentare il conto…paghiamo a scappiamo?

contoMi figuro la scena del film “i laureati” con Pieraccioni, e precisamente la genialata di chiedere il “via” al cameriere per una gara di corsa in cui l’ultimo paga il conto…questa volta però i protagonisti non sono giovani e scattanti, il “cameriere” è meno fesso e il conto è più salato di una cena. La settimana di pausa per le Final Six di Rimini concede un attimo per riprendere fiato in senso sportivo, ma nel contempo provoca un lieve senso d’apnea per una clessidra che filtra gli ultimi granelli prima della chiusura stagionale, quella in cui è necessario pagare il dovuto per l’annata e racimolare il minimo sindacale (perché più di questo è impensabile a Trieste) per quello che verrà.

L’ottimismo che traspare dai vertici societari, anzi, pardon, da chi è visibile al Palatrieste, cioè Mario Ghiacci e Dario Bocchini, è probabilmente figlio dei risultati del campo: una salvezza non garantita ma a portata di mano, pubblico in crescita (anche se non proporzionalmente allo spettacolo goduto), piazza nuovamente riconquistata anche con l’additivo Brandon Wood. Probabilmente il sorriso prenderebbe il posto di una smorfia di dolore nel passaggio fra il Palatrieste e la sede di Via Locchi, perché dalle parole dei reggenti in questi mesi sono emersi solo chiarimenti sulla situazione contabile del club ma nessuna concreta linfa economica per rivitalizzare le casse. Debiti con il Comune spalmati, “buco” da chiudere che va dai 150 ai 250 mila euro (a seconda dei più o meno pessimisti), un futuro senza più Acegas e un’iniziativa popolare che non può essere riproposta per non cadere nel ridicolo (a meno di vederla come una campagna abbonamenti anticipata). Quindi?

Quindi sarà il solito tormentone, la solita Via Crucis che porta alla stanza del sindaco Roberto Cosolini, lui che rigetta tutto adducendo problemi più urgenti per la città di Trieste che non la pallacanestro. Un nuovo countdown si apre con le solite certezze derivanti da ruoli e incarichi…anzi no.

Coach Eugenio Dalmasson, che dovrebbe essere forte di un ulteriore anno di incarico, sembra essere nuovamente lontano dall’essere l’head coach della Pallacanestro Trieste 2004; la sensazione è che il colpo a sorpresa con biennale di fine scorsa estate sia più un patto fra gentiluomini, pronto a essere ridiscusso senza traumi, il matrimonio fra l’allenatore e la dirigenza non è mai decollato. Ci potrebbe essere un colpo a sorpresa, una mossa da Fantabasket, Dalmasson a gestire il Basketrieste, in virtù di una riconciliazione con Matteo Boniciolli, del gradimento presso la Fondazione Crt e dei buoni rapporti con le società locali; in questo caso, la sua delocalizzazione rispetto alla prima squadra aprirebbe le porte ad un nuovo arrivo.

Basketrieste fra l’altro che ha “fatto mercato” nelle ultime settimane, chiedendo a società locali due giocatori classe 2000 per la probabile seconda fase, ricevendo un secco no.

Anticipo già le smentite a pioggia su tutte le argomentazioni, il quadro idilliaco prospettabile sarà gioco forza l’anticorpo da qui alle prossime settimane; la cosa certa è che il sottoscritto, esattamente come la stagione scorsa, focalizzerà ossessivamente l’attenzione su quello che concretamente potrà dare futuro alla prima società locale regionale, perché il momento delle chiacchiere sta per finire.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il marzo 9, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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