Trieste verso l’isola…dei famosi

Si va in Sicilia con la Primavera addosso

Collins, top player

Collins, top player

Prime giornate primaverili e una lunga gita in Sicilia, terra di sole e di calore umano, caratteristiche che anche la Pallacanestro Trieste 2004 può esportare alla luce degli ultimi convincenti successi, che hanno messo la squadra di Dalmasson in una posizione di classifica migliore, appena fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione.

Guai però ad abbassare la guardia, un approccio troppo “comodo” in terra sicula contro la forte Sigma Barcellona, porterebbe in dote una sberla così forte da aver ripercussioni sul rush finale stagionale. Infatti la squadra del neo arrivato coach Calvani era (ed è) per il sottoscritto la compagine meglio attrezzata per il salto di categoria, con due americani, Collins e Young, di assoluta affidabilità (e qualcosa di più), esterni italiani di assoluto spessore come Pinton, Maresca, Filloy, e un reparto lunghi che non centra nulla con la categoria, formato dallo specialista delle promozioni Fiorello Toppo, da Fantoni, Ganeto e Natali. Ditemi voi come è possibile cotanto roster vederlo relegato al 6° posto dell’Adecco Gold, sempre alla ricerca della continuità, mai trovata. Una risposta potrebbe celarsi dietro l’esubero di “galli” in un pollaio anche troppo stretto, una chirurgica gestione di elementi importanti non sempre abbinata alla chimica sul parquet.

L’uscita di scena dello “sceriffo” Perdichizzi racconta molto di questo Tetris mal riuscito, una macchina che qualora innestasse la quinta macia però, avrebbe molto più a portata di mano di quanto si possa pensare la serie A; di fronte Maresca e soci si troveranno il più fastidioso “virus” stagionale cestistico, quella Trieste che sembra aver ritrovato convinzione nei propri mezzi, Brandon Wood e Will Harris ispirati, e una condizione atletica che nei giovani virgulti indigeni genera energia allo stato puro (pur considerando l’assenza di un “invasato” atletico come Daniele Mastrangelo). Insomma la classica squadra che può farti fare brutta figura nel caso di atteggiamenti morbidi, ora che nel bagaglio di crescita stagionale ha anche imparato a vincere i finali punto a punto.

La sosta per le riuscite Final Six a chi ha giovato? Certamente alla Sigma Barcellona, necessitante di giorni utili per recuperare gli infortunati ed acciaccati e per scrollarsi di dosso le fastidiose scorie dell’ultima trasferta persa in quel di Biella; Trieste, dopo la vittoria nel finale caldissimo contro Torino, avrebbe potuto giocare un paio di ore dopo con la stessa voglia e intensità senza chiedere un cambio per rifiatare…da questo punto di vista la pausa è un controproducente stabilizzatore.

Domenica punti pesanti al PalAlberti, una necessità per i padroni di casa, un’opportunità per i triestini.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il marzo 13, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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