Istantanee di una salvezza – emotional part

(emotional part)

 

Paura? Non scherziamo, siamo maggiorenni

Alle volte lo sport ci abitua a luoghi comuni per non dover rischiare troppo; alla vigilia della sfida decisiva fra Trieste e Forlì, era facile prevedere i giovincelli di casa, stremiti dalle migliaia di spettatori presenti e dalla posta in palio, succhiarsi il pollice con sguardo impaurito nascosti dietro Carra, Diliegro, Wood. Nossignore, troppo ghiotta la possibilità di diventare protagonisti per una sera, per scrivere una pagina indelebile dell’album dei ricordi cestistici. Michele Ruzzier, figlio della terra giuliana e dei trascorsi giovanili, figlio di un giocatore di basket, nipote di un noto allenatore, anima della Pallacanestro Trieste 2004 nella rincorsa ad una salvezza fondamentale; governa il gioco come un mestierante, punisce ogni debolezza difensiva avversaria, si carica di autostima a tal punto da vedere una vasca da bagno al posto del canestro. Responsabilità? Mai stato un fardello, la faccia tosta non e’ mai mancata, figuriamoci quando e’ la giornata giusta.

E Francesco Candussi? Dato per disperso dopo l’infortunio muscolare e in odor di utilizzo centellinato prima della partita, non indietreggia di un passo di fronte all’immediato ruolo di vice-Diliegro: tira come un ossesso, segna, sgomita contro Cain in area pitturata e non da per un solo istante la sensazione di essere fuori dal match. Esame di maturità passato alla grande per entrambi, del resto….. sono maggiorenni e vaccinati!

Una salvezza per 4500? si, ma con la tabellina del 5

il cuore pulsante... (foto A.Cervia)

il cuore pulsante… (foto A.Cervia)

Alessandro Asta, Livio Biloslavo, Pierpaolo Gutty, Renzo Tamaro, Elisabetta Lupo. Non stancherò mai di ricordare che la salvezza e’ prima di tutto affare loro; quando ad inizio estate soffiavano venti di guerra con fallimento alle porte, la mente visionaria di questi 5 amanti della pallacanestro ha prodotto l’impensabile, l’iscrizione al campionato di Adecco Gold. Poi ad uno ad uno gli adepti di questa setta matta per la palla a spicchi, gli abbonati e i singoli spettatori, fino alla marea dei 4500 che hanno riempito il Palatrieste per l’ultima impresa. Un giorno, ripercorrendo a ritroso il film e la storia del basket locale, si ricorderà quel manipolo di matti (in senso buono) che ha generato un sogno, condiviso da una città intera e portato avanti sulle tavole parchettate da giovani triestini. Michele Ruzzier, Stefano Tonut, Emanuele Urbani, Andrea Coronica, Massimiliano Fossati, Giacomo Norbedo, sono virtualmente i prosecutori dell’iniziativa, in pratica il “braccio” che ha materializzato un’idea.

Clamoroso al Palatrieste: il sindaco Roberto Cosolini presente

il sindaco Cosolini visibilmente commosso (foto A.Cervia)

il sindaco Cosolini visibilmente commosso (foto A.Cervia)

Aveva giurato che non avrebbe mai piu’ varcato le porte del Palatrieste, dopo il drammatico fallimento del 2004. Invece il sindaco Roberto Cosolini ha ceduto a una delle sue passioni di sempre: la pallacanestro. Presenza silenziosa sulle tribune, ha sorriso commosso al suono della sirena e nel veder la sua città in festa per una salvezza ottenuta. Per tanti mesi avrà detto “chi me l’ha fatto fare”, per altrettanti dirà la stessa cosa, fatto sta che, anche grazie alla sua intercessione, ha potuto godere un attimo di gioia sportiva insieme alla propria gente. Come lui, tanti hanno ceduto volentieri al richiamo della tradizione cittadina: Boscia Tanjevic, Daniele Cavaliero, Gianni Decleva, Davide Cantarello, Mauro Sartori, e diversi altri protagonisti del passato hanno presenziato nella domenica di passione giuliana.

Emozioni e commiati?

Tu chiamale se vuoi….emozioni. Tante, forti come solo la pallacanestro può dare in quaranta minuti di gioco. Enumerarle tutte sarebbe impossibile, ci sono istantanee però più luminose di altre: rivedere Daniele Mastrangelo in campo, segnare quella tripla, dopo aver vissuto momenti drammatici mesi or sono, e’ la più bella favola di questo finale di stagione. L’emozione di veder esaltarsi e commuoversi tutta la gente al Palatrieste, spoglia delle consuete inibizioni teatrali e fisicamente protesa a dare una mano ai propri beniamini; il grido partito da una Curva Nord al suo meglio e che ha abbracciato tutto il Palatrieste, avrà un’eco lungo una notte di festeggiamenti…

Poi ci sono le emozioni dal retrogusto malinconico: Michele Ruzzier (sicuro) e Stefano Tonut probabilmente  taglieranno il cordone ombelicale con la propria città, l’ultima esibizione come vanto di un movimento giovanile sempre fertile. Il commiato possibile anche di coach Dalmasson, dalle dichiarazioni simili a quelle che vengono fatte alla fine di un ciclo; l’uomo del ritorno nel basket che conta di Trieste potrebbe aver esibito l’ultima recita al timone della creatura biancorossa. Altri protagonisti come Diliegro, Harris, Wood riconoscenti verso tutti gli appassionati, battersi il petto dando un arrivederci poco convinti, insomma la solita lacrimuccia alla partenza di chi ha convissuto per mesi sotto la stesso tetto, quello del Palatrieste.

(fine parte prima)

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 14, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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