Istantanee di una salvezza – rational part

(Rational part)

Squadre con la spia rossa accesa

Diversi giornalisti e addetti ai lavori, nel seguire il match fra Trieste e Forlì, hanno rimarcato come per 37 minuti non ci fossero i presupposti per quella selvaggia intensità da partita “vincere o morire”; quasi un illogico disinteresse al risultato finale, o una sfida come un’altra. Assurdo, impossibile solo a pensarlo visti i presupposti della vigilia e le dichiarazioni d’intenti; la verità potrebbe allora risiedere in un aspetto conclamato: Trieste e Forlì viaggiavano da qualche settimana con la spia della benzina accesa. Infortuni, fine stagione, acciacchi vari e uno stress in aumento hanno in un certo senso paralizzato i protagonisti, fino ai 3 minuti finali, dove si è visto il mucchio selvaggio che ci si aspettava. Soprattutto vivisezionando la squadra di coach Dalmasson, l’impressione è stata di rivedere quella famosa gara decisiva contro Chieti, in cui Zaccariello e soci, esausti dalla serie, hanno dato fondo a quello che neanche pensavano di avere per accontentare i 7000 del Palatrieste. Riserva-testa-posta in palio sono elementi che rendono il fardello pesantissimo, 4500 o 7000 persone amiche lo alleggeriscono notevolmente…

Obiettivo raggiunto per squadra e allenatore, ora la palla passa ai dirigenti

preoccuparsi o guardare in alto?

preoccuparsi o guardare in alto?

Alla vigilia di un possibile processo, nel caso di retrocessione della squadra triestina, allenatore, staff e giocatori escono dalla lista degli imputati; hanno fatto il loro dovere e con una giornata di anticipo, hanno raggiunto l’obiettivo con l’ambizioso (e rischioso) progetto di puntare sui giovani locali. Per loro la gloria cittadina e le meritate vacanze, dopo una trasferta a Casale Monferrato che ha un senso simbolico importante: confermare la permanenza nella categoria, magari cercando di superare anche Jesi o la stessa Casale Monferrato.

Poi ci sono i dirigenti nelle persone del Presidente Mario Ghiacci e del General Manager Dario Bocchini, e i vertici. La salvezza per loro non dico che sia un affare marginale, ma sicuramente di minor conto rispetto al principio cardine della loro investitura: garantire continuità alla pallacanestro di vertice locale. Si è bypassata con eleganza la linea che il Presidente Mario Ghiacci aveva promesso di tracciare a fine anno come primo bilancio, magnanimità derivante da un’oggettiva partenza ad handicap con i tempi. Durante l’anno non ci sono stati segnali granchè incoraggianti riferiti alle casse societarie, poco è entrato e l’unica certezza ad oggi è la conclusione dell’annata senza ulteriori patemi. Ma, il prossimo anno?

Senza i soldi Acegas-Hera (e dell’iniziativa popolare) la scalata al milione di budget è un tappone dolomitico, non basterà certo la garanzia del blocco delle retrocessioni a far dormire sonni tranquilli; anche perchè, qualora si avesse l’intenzione di gettare allo sbaraglio improvvisati ragazzini indigeni nella tonnara della Adecco Gold (per risparmiare), nessuno perdonerebbe uno spettacolo e un “abuso” di quel genere. Nonostante le indubbie capacità del Presidente Ghiacci, suonano molto sinistre (alle mie orecchie) le parole rilasciate in sala stampa nel post partita contro Forlì: “abbiamo 2 mesi e mezzo di tempo per preparare la nuova stagione”. In genere, quando si ragiona a media gittata, l’operatività ha un flesso negativo simile all’immobilismo per due mesi, per poi affannarsi in due settimane di fuoco, sperando nel miracolo. E’ necessario lavorare DA OGGI 24 ore al giorno per consolidare l’assetto societario, senza il pensiero del risultato del campo o della logistica a corollario delle partite; partendo proprio da casa propria, materializzando i vertici (il solo Claudio Boniciolli è stato presente durante la stagione con continuità) e confermando o meno l’impegno a proseguire degli stessi. Certo, non saranno quei 5-10 mila euro che sposteranno la logica del budget per il 2014/15, almeno si capiscono gli intendimenti a prescindere dall’investimento.

Al sindaco commosso Roberto Cosolini l’invito ad utilizzare più canali di sensibilizzazione al problema cestistico, partendo dagli “scontenti” del calcio; e che sia chiaro, il primo cittadino non ha nessun dovere in tal senso, Mario Ghiacci e Dario Bocchini sono stati chiamati anche per sollevarlo di tale onere.
Su questo argomento, personalmente, ho già cominciato il MIO campionato…. e sono appena alla prima giornata!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress)

Pubblicato il aprile 15, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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