Da Basketnet.it: Sassari, abbiamo un (il solito) problema

colabrodo

http://basketnet.it/it/sassari-abbiamo-un-il-solito-problema-di-raffaele-baldini/260648

Premetto: se dovessi abbonarmi ad una squadra di pallacanestro, sottoscriverei certamente la tessera per gustarmi la squadra di coach Sacchetti. Un “basket bailado” (e figurarsi se non c’era la citazione pallonara in vista dei mondiali), senza troppi pensieri e con solisti da spellarsi le mani (due giocate di Green mi hanno fatto saltare dalla poltrona).

Tutti a scrivere giustamente a lettere cubitali del grande spettacolo offerto dalle due squadre, tanti canestri e ritmo, con discreta dose di equilibrio. Pero’, prima di tuffarmi nel Crozza d’annata, un pensiero continuava a rimbalzare in testa: Sassari ha un problema, forse insormontabile per vincere lo scudetto. Non parlo di roster, pur meno strutturato di quello milanese, ma di un’atavica debolezza: la difesa. A mia memoria, non ricordo uno scudetto vinto da una squadra cercando il canestro in piu’, invece dello scivolamento difensivo, non ricordo “sparatorie” al meglio delle 5 o delle 7 partite con vincitrici allegre difensivamente.

Il manifesto dei play off, a qualsiasi latitudine, e’ un’ aggressivita’ fuori dal comune mista alla volonta’ di abbassare il sedere un secondo piu’ degli altri per difendere; questo Sassari lo ha ben presente, ma evidentemente lo vive introspettivamente. Idee difensive ci sono, anche valide, ma le esecuzioni insufficienti; raddoppi sul pick’n roll con rientri lenti, rotazioni giunte in differita e una fatica generale a tenere uno-due palleggi di penetrazione. Milano ha avuto troppi tiri comodi “piedi per terra”, il 76,5% da due punti e il 42,9 sono cifre probabilmente record per una semifinale scudetto. Logica conseguenza i 95 punti registrati nella serata al salotto buono milanese.

Lo dico senza mezzi termini: la Dinamo Sassari rischia di diventare l’eterna incompiuta: splendida da vedere, anche vincente, se la congiunzione degli astri ti regala una singola serata come in Coppa Italia (e parlo ovviamente del primissimo turno proprio contro la corazzata di coach Banchi), troppo “pulita” per arrivare fino in fondo.

Va bene, mi sento di aver fatto uno sfregio alla Gioconda, di aver esagerato nella dose di bromuro a tutti gli eccitati spettatori di una gara 1; rimane infatti, da spettatori neutrali, un ottimo spettacolo di pallacanestro, la certezza che Gentile ha attributi che fanno provincia e che i play-off italiani negli ultimi anni sono godibili a dir poco.

Raffaele Baldini

 

Pubblicato il maggio 31, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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